Per entrare nella torta dell’auto autonoma si può partire dalle pizze Domino’s

Perché non si tratta di una trovata pubblicitaria, quella delle Ford a guida autonoma che inizieranno a consegnare pizze Domino’s…

Scoprire che Ford Motor Co. e la catena Domino’s stiano per cominciare a testare sui consumatori del Michigan le reazioni alla consegna di pizze ed affini tramite veicoli a guida autonoma potrebbe sembrare una americanata destinata soltanto a creare pubblicità attorno al settore dell’autonomia.

Ma se questa notizia la si collega al contenuto di una fresca intervista del nuovo numero uno di Dearborn Jim Hackett ci si rende conto rapidamente che l’iniziativa è lo specchio di una nuova flessibilità che il settore dell’auto del nuovo secolo non solo richiede ma ormai pretende a gran voce.

Al quotidiano Detroit News infatti Hackett ha chiarito di non volersi più sentire legato al cronoprogramma del suo predecessore Mark Fields che prevedeva un’auto pienamente autonoma (Livello 4 SAE) dal 2021 e con il mercato del ride sharing come destinazione del nuovo prodotto.

Hackett invece sottolinea che la sua azienda deve pensare costantemente al miglior uso della tecnologia che sviluppa in un contesto estremamente fluido. Quello che occorre a Ford sono opzioni, alternative per gli usi del prodotto che si sviluppa e capacità di modificarlo man mano strada facendo.

Una flessibilità che è indispensabile ma rappresenta un atroce mal di testa per il convenzionale manager o ingegnere del mondo automotive: qualcuno da sempre abituato a ragionare su cinque anni tra decisione di procedere ad un progetto, sviluppo e lancio del prodotto finale.

Cambiare quel tipo di mentalità, cominciando magari proprio dall’umile consegna di pizze a domicilio, significa poter un giorno afferrare una fetta significativa della torta della mobilità autonoma. Per far questo e sviluppare gli strumenti necessari Ford ha acquisito una società attiva nell’intelligenza artificiale come Argo AI, il cui capo Bryan Salesky con Ian Thibodeau del Detroit News ha confermato che le robo-car potrebbero consegnare merci o pacchi in alternativa a lavorare in servizi rivali di Uber.

Il nuovo capo della divisione veicoli autonomi ed elettrici Sherif Marakby, tornato in Ford proprio da Uber, ha confermato in un post su Medium che avere molti partner è fondamentale così come la flessibilità. Perché è quello che richiedono mercati sempre più vibranti. Se è aumentato il successo del ride sharing, come confermano gli ultimi risultati di Uber ad esempio, lo è anche quello degli acquisti online, con meno gente che entra nei centri commerciali ai quattro angoli del globo.

Entrambi i fenomeni vogliono dire meno auto vendute, ma anche il potenziale di più auto per uso taxi o consegna merci. Marakby ha scritto: “perciò stiamo mettendo in piedi un business che possa capitalizzare su entrambi questi trend. Abbiamo in programma di sviluppare e costruire veicoli a guida autonoma in larga scala, dispiegati in collaborazione con diversi partner, e con l’esperienza del cliente fondata su principi centrati sulle esigenze delle persone”.

Intanto i veicoli sperimentali Ford che consegneranno le pizze Domino’s e saranno inizialmente dotati di autisti a bordo, si fermeranno alla soglia di casa, senza fare un vero porta a porta. Se gli ultimi metri sono ancora un problema per l’autonomia piena nelle consegne, in compenso i clienti potranno seguire tutto l’avvicinamento a casa della merce e ricevere messaggi per effettuare il ritiro una che volta il veicolo sarà arrivato a destinazione.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Ford Motor Co.