Ford mette alla prova Digit, il robot per le consegne che bussa alla porta

La casa di Dearborn effettua alcuni esperimenti di integrazione tra furgoni a guida autonoma e il prototipo di robot a due zampe realizzato dalla startup dell’Oregon Agility Robotics

Non è minimalista come i “bidoncini” con le ruote di Starship Technologies apparsi nell’estate del 2016, non è inquietante come i golem con le zampe di Boston Dynamics. Quello che ha suscitato l’interesse Ford, il Digit realizzato dalla startup Agility Robotics è un robot che cammina, sale le scale, bussa alla porta per portare pacchi pesanti fino a 40 libbre (circa 18 chili).

Dove c’è di mezzo sviluppo della guida autonoma, Ford da tempo ha chiarito di non volersi limitare a realizzare sistemi in grado di sostituire i pendolari nel traffico o far riposare i rappresentanti di commercio in lunghi viaggi, ma anche di cercare opportunità di business in settori che si prevedono in espansione, come quello delle consegne.

Così sono nati progetti-pilota che spaziano dalla consegna-pizze alla collaborazione con catene di lavanderie. In quel caso la presenza Ford era concentrata sulla presenza di veicoli a guida autonoma: la clientela doveva (o deve se qualcuno dei progetti ancora è attivo) spostarsi per ritirare pizze o bucato, o in altri casi c’era personale sui veicoli autonomi per la consegna finale.

La stessa cosa avviene coi robot a ruote della Starship Technologies. Da qualche tempo l’azienda ha iniziato un accordo che prevede la consegna di pasti per il corpo studentesco della George Mason University.

Ma anche in questo caso il piccolo robot arriva al marciapiedi più vicino. Gli studenti, che godono presumibilmente di buona forma fisica vista la loro età media, devono avvicinarsi per il ritiro.

Daimler ha a sua volta effettuato un esperimento coi piccoli droni della startup nata sul Baltico, adattando furgoni Sprinter per consegne multiple, e anche in quel caso non era previsto che entrassero in casa dei destinatari dei pacchi.

Digit, che cammina su due gambe o zampe, dispone invece di una capacità di andare su terreni complicati, come a volte possono essere i marciapiedi, finora visti solo in prototipi di robot militari. O ultimamente nello Hyundai Elevate presentato al CES di Las Vegas dello scorso gennaio, pensato per missioni di soccorso o per arrivare a infermi ed invalidi anche dove ci siano scale ripide.

Il Digit si trasporta comodamente ripiegato occupando poco spazio su un furgone autonomo verso la destinazione finale. Una volta raggiunta la più vicina area di sosta possibile scende e può dirigersi verso la porta del destinatario muovendosi guidato da sensori (tra cui il precisissimo LiDAR detestato da Elon Musk) e dai suoi chip.

Ford, il cui amministratore delegato Hackett non ha mai rivisto i piani dichiarati in passato di voler schierare veicoli autonomi entro il 2021, sta cercando di integrare le conoscenze e le opportunità delle tecnologie dei suoi futuri robotaxi sviluppati da Argo AI con prodotti in grado di creare nuovi modelli di business.

Un furgone autonomo e un robot con le caratteristiche di Digit appaiono completarsi, più adatti rispettivamente per circolazione urbana e percorrenza degli ultimi metri. I due sistemi potrebbero anche collaborare per rimediare ad imprevisti nelle consegne.

La percorribilità di un’integrazione tra furgoni autonomi e robot ovviamente pare dipendere dal tipo di costo che il mezzo autonomo con le ruote ed il robot con le zampe dovessero un giorno rappresentare per chi vorrà noleggiarli o acquistarli.

 


Credito foto di apertura: ufficio stampa Ford Motor Co.