Il mercato dell’auto elettrica passerà dalla carestia ai problemi di abbondanza?

Ora tutti vogliono quelle auto elettriche fino a poco fa snobbate e il repentino cambio di opinione del pubblico fa sì che i tempi di consegna si allunghino

Se siete interessati all’innovazione nel campo dell’automobile, vi sarete già accorti dei dati diffusi il primo di giugno sulle immatricolazioni di auto elettriche in Italia.

Rispetto al corrispondente mese del 2017 si sono vendute quasi quattro volte le auto di un anno fa, con la nuova Nissan Leaf che ha sfiorato le 200 consegne. Certo, l’Italia parte da numeri bassissimi e può solo migliorare la sua quota di auto a zero emissioni.

Tuttavia, il fatto è che se in questo 2018 si sveglia persino il mercato di auto elettriche dello Stivale, il dubbio su qualche problemino nei volumi di produzione dei modelli elettrici comincia ad affacciarsi. E i segnali in proposito stanno arrivando.

In Norvegia, primo mercato continentale (in alternativa a quello tedesco in costante espansione) è stato da poco annunciato il prezzo della nuova Hyundai Kona EV con batteria da 64 kWh. Il prezzo parte dall’equivalente di €34.000 e nel paese scandinavo ha attirato immediatamente l’interesse di oltre 20.000 potenziali clienti.

Il fatto è che la casa coreana, di questo gioiellino di fascia media con autonomia EPA di oltre 450 chilometri, quest’anno ne consegnerà ai norvegesi soltanto 2.500. Sembra quindi stia arrivando al pettine il nodo produttivo dell’auto elettrica con molto anticipo rispetto a quanto alle scrivanie dei vertici dei gruppi auto globali si potesse pensare.

Sui tempi di consegna le cose sembrano andare in quella stessa direzione anche in Germania. Solo due anni fa il mercato francese dell’auto elettrica era ancora più grande di quello tedesco.

Man mano si sono diffusi i timori sulle restrizioni alle auto diesel nelle grandi e meno grandi città oltre Brennero, quella di auto con batteria di trazione è una scelta che clienti privati e flotte trovano sempre più sensata.

Solo che, come ha chiarito un articolo di Automobilwoche a fine inverno, lo hanno deciso tutti insieme. Così i tempi di attesa di una Renault Zoe sono di oltre quattro mesi. E si tratta di un cliente fortunato: perché per una Hyundai Ioniq o una Kia Soul si aspettano sei mesi. Ancora di più per una Smart.

Il caso della Volkswagen è analogo: con un po’ di fortuna sono sei i mesi di attesa, nonostante a Dresda le unità prodotte giornalmente della e-Golf siano state da poco raddoppiate fino alla capacità massima attuale di 72 auto. Le cose sono simili per la piccola e-Up! e non vanno meglio per le ibride plug-in.

A fine maggio il sito tedesco dedicato alle auto elettriche electrive.net ha ricevuto conferma che in Germania le concessionarie non stanno prendendo ordini per la Golf GTE e per la Passat GTE. Come era già avvenuto poche settimane prima nel Regno Unito.

Solo coi modelli BMW, almeno in Germania, le cose paiono andare un po’ meglio. La casa bavarese ha da poco annunciato che dal prossimo autunno la produzione giornaliera dell’impianto di Lipsia (nel quale BMW investirà €300 milioni) crescerà da 130 a 200 pezzi al giorno.

La regina delle vendite, la Nissan Leaf, al passato Salone dell’Auto di Ginevra poteva già vantarsi di oltre 19.000 ordini, 13.000 precedenti all’arrivo del modello nelle concessionarie.

In meno di otto mesi gli ordini in Europa sono diventati oltre 37.000 , e sembra chiaro che fino a fine anno vendite mensili oscillanti tra le 4-5.000 unità saranno funzione della produzione di Sunderland, non dell’umore della clientela già convinta.

Finora per l’auto elettrica il principale collo di bottiglia della crescita veniva considerato la scarsa diffusione di postazioni di ricarica. Se ne sta aggiungendo un secondo nella capacità produttiva, sottostimata da tutti o quasi i gruppi auto?

Sembra un tipico problema che può palesarsi nell’infanzia di un settore. Curiosamente la sola marca che invece la capacità produttiva l’aveva sovrastimata (Tesla) i problemi di consegne li ha per non aver ancora saputo armonizzare le linee di montaggio tra California e Nevada…


Credito foto di apertura: ufficio stampa Hyundai Motor