Da Bosch al gruppo Volkswagen il parcheggio automatizzato attira tutti

Dal campus di Acquisgrana all’aeroporto di Amburgo, in Germania c’è una frenesia di esperimenti con auto che trovano il parcheggio da sole

Il più esplicito è stato Dirk Hoheisel, membro del consiglio di amministrazione Bosch, che nei giorni scorsi ha dichiarato: “Il parcheggio manuale è un ricordo del passato“. Non una affermazione casuale visto che il colosso globale della fornitura e la piccola startup tedesca e.GO hanno appena raggiunto un accordo di collaborazione sull’automated valet parking.

Solo poche ore dopo il gruppo Volkswagen ha rivelato che sta avviando il collaudo sul campo, in collaborazione con la città di Amburgo, delle funzionalità di parcheggio autonomo nel locale aeroporto, con l’intenzione di trasferirla sulla produzione di serie di tutti i marchi entro un paio di anni.

La cosa diventa interessante perché le dodici auto messe a disposizione da e.GO sono piccoli veicoli elettrici: cittadini per scelta ed economici per vocazione. Ovvero, per l’automated valet parking non sembra dover essere inevitabile il percorso di innovazioni precedenti quali l’ABS, che proprio Bosch aveva iniziato a sviluppare a fine anni’ 70.

Un tempo l’innovazione partiva dalla fascia ultra-costosa per arrivare goccia a goccia alle utilitarie. Ma ormai passando dalle app non sembra dover essere necessariamente così. Ad Aquisgrana entro fine anno, il parcheggio del campus RWTH, il locale politecnico, avrà una infrastruttura che prevede sensori Bosch installati per monitorare il corridoio di marcia e l’area circostante, fornendo le informazioni necessarie per guidare il veicolo.

e.GO, che è nata come spinoff del politecnico tedesco, metterà a disposizione una dozzina di modelli elettrici Life, sui quali saranno montati sistemi (che il numero uno Günther Schuh ha promesso saranno convenienti) in grado di permettere all’auto di convertire in manovre le indicazioni provenienti dall’infrastruttura fermando il veicolo in sicurezza ed ottimizzando lo spazio.

Bosch ed e.GO coinvolgeranno anche l’autorità tedesca di certificazione TÜV e gli enti locali nella loro collaborazione, per garantire il funzionamento affidabile del veicolo e della tecnologia del parcheggio.

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Nel sistema sviluppato da Bosch per il Museo Mercedes-Benz di Stoccarda le auto si dirigono ai posti assegnati senza supervisione alle manovre (credito immagine: ufficio stampa Daimler AG).

Se la collaborazione iniziata ora da Bosch con e.GO sui parcheggi utonomi riguarda una startup che come altre nuove realtà tedesche (StreetScooter, Sono Motor) guardano a veicoli elettrici no-frills, il primo progetto sull’automated valet parking. riguardava invece un marchio premium: Mercedes-Benz, che con Bosch ha già implementato la soluzione nel parcheggio del Museo di Stoccarda presentandolo al pubblico nell’estate 2017.

Non c’è quindi da stupirsi se il gruppo Volkswagen a sua volta abbia iniziato a spingere sull’acceleratore di questa soluzione. Chi, mediante l’immancabile app prenoterà al parcheggio multipiano dell’aeroporto di Amburgo, potrà come nel caso di Acquisgrana lasciare l’auto adeguatamente dotata della tecnologia necessaria al pianterreno.

Potrà poi disinteressarsene perché sarà l’auto, dotata di una suite di apparati che include sensori ad ultrasuoni, radar e camere, a parcheggiarsi in autonomia, e se necessario nel caso delle auto elettriche collegarsi anche ad una colonnina (abbiamo già visto esemplari di colonnine robotizzate, ma la nota stampa questo dettaglio non lo conferma).

Il progetto del gruppo di Wolfsburg, che è già oltre la fase di laboratorio, in un primo momento prevederà che orientandosi con riferimenti ad hoc le auto vadano a collocarsi in un settore a loro riservato.

Una idea che ci sembra molto ragionevole: gli attuali sistemi di parcheggio di supporto ai guidatori, certo più semplici di quelli a piena autonomia, paiono mettere subito a dura prova la pazienza degli altri automobilisti, almeno di quelli italiani: lasciare che il computer parcheggi senza fretta eviterà che i casi di sfoghi di impazienza su auto vuote possano mai verificarsi…

Peraltro, in futuro gli uffici studi prevedono di mandare le auto che saranno provviste di sistemi autonomi di parcheggio anche in aree miste, condivise con normali parcheggi. Gli sviluppatori pensano a quel punto di offrire anche servizi accessori: usando le auto in sosta per consegna di pacchi o perfino per ritiro e riconsegna della lavanderia, cosa che potrebbe rivelarsi utile per i viaggiatori seriali.

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I primi test di parcheggio autonomo del gruppo Volkswagen hanno come scenario l’aeroporto di Amburgo (credito foto. ufficio stampa Volkswagen AG).

credito foto di apertura: ufficio stampa e.GO