Waymo vuole il giaguaro elettrico per inventare il taxi a guida autonoma premium

L’accordo a sorpresa prevede che a partire dal 2020 fino a 20.000 I-Pace elettriche possano essere avviate verso il servizio di taxi senza autista di Waymo

C’erano persino delle scommesse in ballo: oggi in molti si attendevano che Waymo a New York City, dove sta per aprire il salone dell’auto, annunciasse l’avvio del servizio di robo-taxi senza guidatore già attivo in Arizona anche nella Grande Mela.

Invece l’azienda che ha ereditato il progetto della Google-car ha preso tutti in contropiede. Waymo e Jaguar hanno raggiunto un accordo a lungo termine che porterà ad aggiungere migliaia di SUV sportive I-Pace alla flotta attuale di taxi a guida autonoma dell’azienda di Mountain View.

L’elettrica I-Pace, presentata da poco in Austria (dove è assemblata dalla multinazionale della fornitura Magna International), costituisce la base di un nuovo servizio di taxi premium.

Obiettivo: una clientela disposta a spendere di più (ed in città più sofisticate ed esigenti della piccola Chandler in cui il progetto pilota è partito) di quella che già oggi viaggia su uno dei 600 minivan ibridi Chrysler Pacifica attualmente in servizio.

Le prime I-Pace con a bordo la tecnologia a guida autonoma di Waymo entreranno in scena a fine anno per il necessario sviluppo, ma non diventeranno parte della flotta commerciale di robo-taxi di Waymo fino al 2020.

Purtroppo la fretta, come ha dimostrato il recente caso dell’incidente che ha coinvolto un taxi autonomo di Uber proprio in Arizona, può essere cattiva consigliera.

Una volta superata la fase di sviluppo, i tecnici di Waymo e quelli di Jaguar Land Rover adegueranno le trazioni integrali con due motori elettrici da quasi 400 cavalli e il giaguaro sul muso man mano usciranno dalla linea di Graz, dotandole dei sensori, chip e software necessari.

I due partner prevedono fino a 20.000 vetture prodotte nei primi due anni. L’obiettivo degli americani è arrivare ad un potenziale commerciale di un milione di viaggi autonomi ed elettrici al giorno.

L’annuncio di Jaguar e Waymo ha subito sollevato perplessità su quello che potrà succedere agli attuali partenariati di Waymo e JLR dopo questo accordo. Peraltro il numero uno di Waymo John Krafcik nella conferenza stampa di New York ha detto che la sua azienda non pensa affatto a prendere il posto di alcun marchio auto. Anzi, punterebbe ad estendere il numero di accordi in modo esponenziale.

Fiat Chrysler Automobiles e Waymo lavorano insieme ad un impianto nel Michigan per preparare gli attuali minivnan che a Chandler, Arizona sono impiegati in un servizio di ride sharing chiamato Early Rider. L’azienda americana aveva fatto i primi passi di una collaborazione anche con i giapponesi di Honda, all’apparenza meno proattiva.

Anche JLR ha peraltro lavorato in proprio a sistemi di guida autonoma, oltre ad investire $25 milioni in Lyft, un servizio concorrente di Uber ed altre aziende del ride hailing (ma in cui ha investito anche la stessa Waymo) che ha un proprio centro ricerca e sviluppo che cerca di portare avanti il proprio software.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Jaguar Land Rover