Los Angeles 2028, traffico delle Olimpiadi: taxi volante o a ruote?

La domanda potrebbe non essere più fantascientifica ora che al WebSummit abbiamo scoperto che la NASA sarà partner di Uber Air…

Da qualche parte ci deve essere una regola non scritta che prevede un annuncio eclatante in ogni giornata del WebSummit di Lisbona. Quelli delle ultime 24 ore, oltre tutto, sembrano stati preparati ad arte. Dopo Waymo che ieri ha annunciato di essere partita coi test di robo-taxi senza autista al posto di guida in Arizona oggi toccava a Uber.

Uber ieri si era sentita dire che i robo-taxi inizieranno presto, questione di settimane, a iniziare servizi sperimentali di ride hailing. Ovvero la sua attività principale, una attività che il suo fondatore Travis Kalanick aveva in mente di trasformare un giorno in attività solo automatizzata, senza autisti.

Un’idea per la quale ha creato i reparti ATG che stanno sperimentando su Ford e Volvo i sistemi di guida autonoma dell’azienda di San Francisco per arrivare proprio a quel traguardo. Dove ormai, ben che vada, arriveranno secondi.

Ma Uber rilancia e da oggi sappiamo che l’altra pazza idea di Kalanick, quella dei taxi volanti che era stata lanciata a Dallas pochi mesi fa in un altro summit chiamato opportunamente Uber Elevate, forse è poco più distante dai primi test di quanto non lo siano i primi robo-taxi commerciali di Waymo. E oggi abbiamo scoperto che ha siglato un accordo con la NASA per sviluppare sistemi da montare sui propri velivoli, quando a partire dal 2020 inizieranno ad operare.

L’aviazione on demand passerà quindi per la firma dello Space Act Agreement con la NASA che dovrà accertare come sistemi non guidati da mani umane possano volare a basse altitudini in totale sicurezza. Si tratta del primo partenariato di Uber con un’agenzia federale, ma non è affatto il primo caso di collaborazioni con istituzioni pubbliche per l’azienda nata come alternativa ai taxi convenzionali: da tempo c’è una spinta per operare come mobilità dell’ultimo chilometro per istituzioni locali di numerose cittadine americane che non possono permettersi trasporti pubblici convenzionali. Forse tra un lustro o poco più Uber avrà anche altre soluzione da offrire a municipi e contee.

Dopo aver rivelato in passato di essere al lavoro con le autorità di Dallas-Fort Worth e Dubai (dove un altro servizio, cinese, sta effettuando test) per mettere in volo taxi volanti in quelle aree, ora Uber ha fatto sapere che anche Los Angeles sarà tra le località dove si potranno vedere dal 2020 i primi droni in funzione, con l’intenzione di averli in servizio (al prezzo di una corsa convenzionale con UberX) in tempo per le Olimpiadi del 2028.


Credito immagine di apertura: sito internet Uber