Le Tesla “tradiranno” le batterie della Gigafactory di Musk?

Le difficoltà della linea di produzione della nuova Model 3 potrebbero far decidere a Musk di ricorrere a celle cilindriche coreane, almeno provvisoriamente

L’indiscrezione va presa cum grano salis, ma la stampa coreana si è scatenata nelle ultime ore sulle notizie di trattative in corso tra Tesla ed i due più noti produttori nazionali di batterie per auto: Samsung SDI ed LG Chem.

Una loro inattesa fornitura sarebbe destinata ad evitare i colli di bottiglia produttivi che stanno  creando le maggiori difficoltà della nuova Model 3. Come noto l’attuale fornitore e partner nella Gigafactory del Nevada, la cui capacità a regime doveva arrivare a 35 GWh, è la nipponica Panasonic.

I viaggi in Corea del Sud avrebbero avuto luogo all’inizio di ottobre, praticamente appena preso atto che all’iniziale produzione limitata estiva della prima vettura elettrica di fascia media della casa americana non avrebbe fatto seguito un decollo dei veicoli in uscita dalla linea di Fremont all’inizio dell’autunno.

La produzione prevista all’inizio del terzo trimestre era di 1.500 unità. In realtà risulta che invece ne siano state consegnate un paio di centinaia. Lo stallo produttivo non sembra aver avuto strascichi sulle consegne dei modelli Tesla di fascia alta, ma su altri progetti sì. La presentazione dell’attesissimo camion del marchio californiano è già slittata due volte.

I manager Tesla si sarebbero rivolti a Samsung ed LG perché producono celle cilindriche di nuova concezione analoghe sia per chimica (NCM ovvero nickel, cobalto, manganese) sia per dimensioni (2170) a quelle che la casa di Elon Musk ha deciso di montare sulla nuova Model 3.

Tra i clienti di Samsung SDI sappiamo già esserci la nuova casa americana Lucid Motors, che doterà la prossima Air proprio di celle di questo tipo, anche se non ha precisato chimica e formato. Nel caso di LG Chem invece, le celle cilindriche 2170 NCM sono già state annunciate come soluzione prescelta per la prossima elettrica Fisker.

Siamo nel campo delle ipotesi, perché né per la Lucid né per la Fisker è atteso l’avvio della produzione nei prossimi mesi, ma se uno o entrambi i produttori coreani fossero in grado di far partire consegne a breve termine, ovvero prima dei rispettivi impegni con altre case, sarebbe probabilmente un notevole sollievo per la pianificazione Tesla.

Quando le notizie di collaborazioni al di fuori dello stretto partenariato con Panasonic erano emerse l’ultima volta (nel 2016) Tesla aveva respinto in modo categorico possibili alternative. Ma ora la casa di Palo Alto deve dare una risposta sollecita alla lunghissima lista di clienti che hanno versato la cauzione, un fattore che lo scorso anno non era presente.

Panasonic, oltre agli eccellenti rapporti con Tesla che hanno portato alla creazione della prima Gigafactory, sta ampliando la produzione in Giappone ed in Cina, ma le prime consegne sono previste ad iniziare dalla primavera 2018, mentre gli americani hanno le difficoltà qui ed ora.

Samsung SDI sta già fornendo sistemi di stoccaggio di energia a Tesla, mentre alcune batterie LG Chem erano montate su una serie di Roadster, il primo modello dell’azienda californiana: ora si prospettano come possibile soluzione alle difficoltà della nuova Model 3.


Credito foto di apertura: kit ufficio stampa Tesla Motors