Un matrimonio da $450 milioni: Delphi acquisisce nuTonomy

La startup che ha messo sulle strade di Boston e Singapore i primi taxi a guida autonoma entra a far parte di uno dei colossi della fornitura auto

Uno dei giganti della fornitura auto, Delphi, ha deciso di spendere $450 milioni per acquisire una startup nata nel 2013 da un gruppo di ricercatori del Massachussets: nuTonomy, nota per avere in strada da qualche mese robo-taxi a Boston, dove ha sede, ed a Singapore.

Nella città-stato asiatica nuTonomy impiega da qualche settimana anche le Peugeot 3008, grazie ad un accordo con PSA. Non è l’unica associazione della piccola società nordamericana: da qualche tempo ha stabilito un partenariato anche con la società americana del ride sharing Lyft.

Delphi a sua volta stava lavorando a sistemi per la guida autonoma sia in proprio sia in associazione con l’alleanza formata da BMW, Intel e Mobileye (a cui si è aggregata anche FCA). Se ora Delphi acquisisce nuTonomy è perché il rispettato capo della tecnologia Glen DeVos deve aver deciso di spingere sull’acceleratore assorbendo una società che pare aver bruciato le tappe.

Messi insieme i due staff i tecnici superano i 200 e i veicoli in fase di test di entrambi sono circa 60; secondo le previsioni dovrebbero più che raddoppiare per la fine del 2018. Con l’approccio attuale allo sviluppo dei sistemi di guida autonoma, chi ha un numero limitato di veicoli impegnati nei test sembra essere in una posizione di svantaggio. La fusione mira a velocizzare i piani di sviluppo delle tecnologie dell’autonomia per affrettarne la commercializzazione.

Ma pare anche segnalare un ripensamento nella roadmap di Delphi: la multinazionale nell’estate del 2016 aveva annunciato una partnership con l’israeliana Mobileye che mirava senza perifrasi a mettere per prima sul mercato sistemi chiavi-in-mano in grado di controllare ogni modello di auto o quasi.

I tecnici della società di Boston, che ha tra i suoi manager anche l’italiano Enrico Frazzoli, avevano come traguardo del proprio progetto il 2019. Ma nuTonomy ha sempre lavorato con in mente sistemi che possano puntare al mercato delle corse on-demand ed alle esigenze delle flotte, piuttosto che a sistemi da collocare su auto in vendita a singoli privati.

Ora anche Delphi come nuTonomy ed altri (Ford e General Motors) paiono orientati a iniziare dalla commercializzazione di robo-taxi completamente automatizzati e da schierare in ambienti tipicamente urbani e mappati nei minimi dettagli.

Infine il prezzo pagato per nuTonomy sembra segnalare che questo matrimonio avvenga tra coniugi di uno status tecnologico simile, se non quasi alla pari: perché Delphi non ha dovuto strapagarne il controllo, come invece avvenuto nel caso dell’acquisizione di Cruise Automation da parte di General Motors (circa $1 miliardo).

Il che, più che dire qualcosa su quest’ultimo affare in cui Delphi acquisisce nuTonomy, fa pensare che fosse il colosso di Detroit ad avere un bisogno disperato della società di Kyle Vogt per colmare un gap. Una scelta che finora sta peraltro pagando, visto che i progetti di Cruise galoppano e i successi stanno riverberandosi bene sulla valutazione del titolo GM in borsa.


Credito foto di apertura: ufficio stampa nuTonomy