Detroit sogna ancora la California

Colpo da un miliardo di dollari per la startup di San Francisco Cruise Automation, che entra a far parte del gruppo General Motors

Ieri con un comunicato di appena due righe General Motors ha confermato di aver completato l’acquisizione di Cruise Automation, una startup basata a San Francisco con appena tre anni di vita alle spalle ma essenziale nella strategia del gruppo automobilistico americano per portare rapidamente sul mercato una vettura a guida autonoma.

Quando, a partire dalla metà dello scorso marzo l’interesse di GM per l’azienda era trapelato, una serie di fonti giornalistiche avevano accennato ad una acquisizione da $1 miliardo. Il gruppo automobilistico però nella nota non faceva cenno allo sforzo finanziario necessario per la firma dell’accordo: anticipava invece che i termini saranno resi noti la prossima estate quando saranno pubblicati i dati relativi al secondo trimestre.

La dimensione dell’affare probabilmente spiega perché la Cruise sia stata nel frattempo avvolta in grane legali, con cause tra la società, il suo cofondatore e CEO Kyle Vogt e Jeremy Guillory, un investitore che sostiene di aver avuto il 50% della società nel 2013, mentre Vogt ed azienda ribattono che Guillory l’abbia lasciata poco dopo la sua creazione senza contribuire in seguito né fondi né tecnologia.

Cruise ha già sviluppato sistemi di guida autonoma per mezzi d’opera (macchinari da agricoltura e da cava) così come per i veicoli leggeri. In particolare a GM può fare straordinariamente comodo un dispositivo sviluppato dall’azienda californiana che permette in ambito autostradale di trasferire il controllo della guida, frenata e sterzata al veicolo semplicemente premendo un bottone.

Il passo successivo sarebbe passare dall’ambito autostradale a quello cittadino, senz’altro più impegnativo per gli AV, i veicoli a guida autonoma. Ma come ha scritto Greg Gardner ieri sulla Detroit Free Press: “Questa è l’ultima di una serie di mosse di GM per prendere una posizione favorevole per il mercato emergente della new mobility in cui consumatori, specialmente in grandi città, stanno cercando alternative all’auto di proprietà”.

Solo lo scorso gennaio GM aveva annunciato un investimento da mezzo miliardo di dollari nel servizio di ride sharing Lyft, ed a marzo le due aziende hanno lanciato insieme a Chicago il servizio Express Drive, un progetto pilota con cui il gruppo americano affitterà veicoli a conducenti affiliati a Lyft per $99 la settimana, fino ad otto settimane.

E la scorsa settimana, ricorda la Free Press, un dirigente di Lyft, Taggart Matthiesen, ha riferito che GM e la sua azienda avrebbero iniziato a collaudare una piccola flotta di veicoli a guida pienamente autonoma, probabilmente nuove Chevrolet Bolt, in una città che Matthiesen non ha però rivelato.


Credito foto di apertura: ufficio stampa General Motors