Nel mercato italiano, a settembre le native elettriche galleggiano meglio

Le icone dell’auto a batteria Zoe e Leaf sono ancora leader, ed il taglio dell’IVA non ha ancora messo le ali alle e-Golf e e-up!

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso oggi i dati delle immatricolazioni di settembre e ancora una volta le elettriche fanno bene, con un +25% ed un +49,3% sui primi nove mesi del 2017. In un mese in cui le vendite complessive sono salite dell’8,1%, anche le ibride sono in salute, con un +48,7% sul mese e +70,3% sul cumulato.

Non è un segreto che le cifre, specie delle native elettriche, siano piccole: lo 0,1% del mercato italiano. A settembre se ne sono vendute 180 contro le 144 del 2016, sui primi nove mesi il totale dice 1.423 contro 953. Purtroppo cifre così piccole che se permettono di contare le auto quasi sulle punta delle dita rendono però difficile cercare di identificare o di smentire un fenomeno, una tendenza.

Quello che è sicuro è che anche nel mercato italiano a settembre la preferenza di chi acquista auto a batteria è andata a quelle che appartengono a questo settore a 360° piuttosto che ai modelli a batteria alternativi a quelli a motori convenzionali. Renault Zoe e Nissan Leaf guidano rispettivamente mese (36 vendute) e totale (396) davanti alle inossidabili Tesla.

I numeri migliorano poco a poco costantemente anche se in Italia, al contrario che in Germania, Norvegia, America, non ci sono incentivi. Peraltro anche studiarsi a fondo le Top10 mensili, proprio perché Top10 bonsai, non rende facile capire se gli incentivi siano determinanti per la crescita o no.

Se il prezzo sia una discriminante o meno per l’acquisto non sembra chiarirlo nemmeno il riscontro della proposta della marca Volkswagen. Ricordate? Dallo scorso 26 aprile il Progetto Valore Volkswagen Elettrico ha fatto questa offerta alla clientela: cancellare l’IVA.

Volkswagen e-Golf
Nel 2017 in Italia, malgrado da fine aprile col Progetto Valore Volkswagen Elettrico si possa tagliare l’intero importo dell’IVA, finora sono state vendute solo una ventina di e-Golf (credito foto: ufficio stampa internazionale Volkswagen AG).

Per la e-Golf questo significa passare dal listino di €39.250, dopo uno sconto di €7.050, al prezzo di €32.200. Al mese sono €299 (TAAN 5,99%). Per la piccola e-up! il prezzo di €27.850 è diventato €22.800 (€199 euro di rata al mese, se foste interessati).

Una proposta del genere ha influito sul gradimento del pubblico interessato alle auto elettriche? Se così fosse sarebbe un segnale che una politica di incentivi potrebbe smuovere ulteriormente le acque del mercato delle elettriche.

La reazione tiepida della clientela al taglio dell’IVA di Volkswagen sui prezzi di e-Golf ed e-up! non depone a favore di chi vorrebbe incentivi in Italia

Ma ormai sono cinque i mesi che il pubblico interessato alle auto a zero emissioni ha avuto a disposizione e la risposta sembra essere stata freddina. Per cominciare la e-Golf ancora non è nella Top10 2017. E non basterà certo il risveglio di agosto e settembre con 9 ed 8 pezzi venduti a cambiare le cose. Finora solo una ventina di italiani l’hanno scelta. Un po’ meglio è andata per l’e-up!, ottava nella classifica dei primi nove mesi con 40 unità immatricolate.

Se, come sostenevano i vertici Volkswagen al salone di Parigi 2016 la e-Golf doveva essere un ponte verso quel 2020 in cui arriverà la I.D. come proposta di punta per la mobilità elettrica, verrebbe da pensare che gli italiani quel ponte non lo vogliano attraversare. Malgrado, a leggere i test dei migliori media internazionali, si tratti di un modello più spazioso e performante di Zoe e Leaf.

Si tratta però anche di un modello più costoso e con molta meno autonomia delle rivali. Ammettendo che l’IVA a carico dell’importatore sia sufficiente a cancellare dall’equazione i dubbi sul prezzo, resterebbe il punto interrogativo dell’autonomia.

E oggi come oggi 200 chilometri di utilizzo reale sono pochi per scegliere un modello come prima macchina di una famiglia media italiana. Ma non si tratta solo di quello, a nostro avviso. Forse, almeno in Italia, la e-Golf la concorrenza ce l’ha in casa. Perché a quel prezzo si compra una Golf 2.0 TDI 4Motion 5 porte 150CV. Sì, un diesel.

Qualora non ci aveste ancora fatto caso: gli italiani sono stati i più refrattari all’ondata del dieselgate. Se ora in Europa le auto a gasolio faticano, nello Stivale non è così. A parità di prezzo si preferisce ancora il mezzo in grado di portare più lontano.

E, specialmente per la clientela che sceglie soluzioni come il leasing a privati, il rischio di deprezzamento futuro del diesel (che c’è peraltro anche per il modello elettrico con la prospettiva dell’arrivo dell’I.D.) svanisce.

Là dove invece il mercato del diesel arranca, come in Germania, guarda caso da quest’anno c’è il boom delle vendite di elettriche e ibride plug-in. Ad agosto oltre Brennero si sono vendute 475 e-Golf (contro le 9 in Italia): praticamente il doppio delle ibride ricaricabili Golf GTE, un tempo preferite.

Entro fine 2017 in patria le e-Golf potrebbero raggiungere le cugine GTE. Inoltre in Germania e nel Nord Europa nel corso dell’estate al contrario di quello che vediamo in Italia i modelli elettrificati di auto di grande diffusione come appunto e-Golf o Audi A3 e-tron (ibrida ricaricabile) hanno attirato la clientela, facendo concorrenza alle elettriche native come Zoe e Leaf.

Perciò in Europa, almeno finché le rivali dirette Opel Ampera-e e Tesla Model 3 non saranno facilmente disponibili, la e-Golf potrebbe vivere un breve momento di gloria, fino a quando le concorrenti con maggiore autonomia e anche un più sviluppato “DNA elettrico” non smetteranno di diventare una rarità.

Se si vuole mettere a fuoco un confronto in casa-Volkswagen rimane anche da capire se l’Italia resterà un’eccezione nel preferire la piccola e-up! alla e-Golf. A livello di vendite europee quest’ultima ha ancora chance di finire nei Top10. Probabilmente di questo passo entrerà anche in quella italiana.

Il relativo gradimento italiano per la e-up! malgrado prezzo elevato e scarsa autonomia (solo 160 chilometri in ciclo NEDC, circa cento reali) sembra invece aver anticipato risoluzioni dei vertici di Wolfsburg, che al salone di Francoforte hanno rivelato di considerare per la piccola VW un futuro solo elettrico. Considerando che oggi non è nei primi Top20 di vendite continentali di auto a batteria, un programma ambizioso.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Renault