Da non credere: Wall Street festeggia GM e fa spallucce a Tesla…

I progetti futuri sull’auto elettrica di General Motors piacciono, la produzione a singhiozzo delle prime Tesla Model 3 no

Sorprese da due grandi dell’auto nuova e antica come Tesla e GM. Stavolta però le parti si sono capovolte: le azioni di GM sono salite +4,38% mentre quelle della società di Elon Musk un misero +0,13%. Cosa è successo? Per iniziare dalla società californiana, i numeri del terzo trimestre non sono stati quelli attesi.

Parliamo di produzione: 26.150 auto consegnate sono un primato assoluto per la compagnia di Palo Alto. Le consegne delle opulente Model S e X hanno addirittura superato le aspettative. Il problema è tutto in un obiettivo mancato dell’85%, quello della produzione iniziale della nuova Model 3, l’auto di fascia media decisiva per il futuro di Tesla.

Invece delle 1.500 previste solo 220 sono uscite dalla fabbrica di Fremont. Nella nota con cui ha annunciato i suoi numeri Tesla ha messo in guardia su colli di bottiglia produttivi, ovvero sottosistemi distribuiti tra California e Nevada, dove si producono le batterie, che hanno azzoppato il percorso verso gli obiettivi. In altri termini la freddezza di Wall Street ha a che fare coi punti interrogativi del presente.

Sempre Wall Street ha invece applaudito le intenzioni future di General Motors, che ha battuto sul tempo la rivale di sempre Ford (il cui numero uno Jim Hackett domani incontrerà gli analisti per svelare i suoi piani) annunciando che a livello globale ripeterà quell’impegno nell’elettrificazione che ha appena preso sul mercato cinese.

Entro il 2023 arriveranno almeno 20 nuovi modelli GM a zero emissioni, molti a batteria ma non solo. Ed entro un anno e mezzo sulla stessa piattaforma della Chevrolet Bolt arriveranno due nuove auto, che alla conferenza stampa la manager Pamela Fletcher ha lasciato intuire possano essere crossover.

Una notizia che pone anche interrogativi sul futuro dell’europea Opel Ampera-e, gemella siamese della Bolt: già oggi di qua dell’Atlantico viene consegnata col contagocce. Se aumenterà la necessità di pianali per usi americani, ne arriveranno ancora?

Alla conferenza stampa ai media americani sono stati mostrati, ma vietando foto e riprese, anche tre concept, la cui produzione è da confermare: una Cadillac crossover, un SUV marchiato Buick (molto popolare in Cina) e una Bolt molto futuristica.

GM ha da parte un gruzzolo per sviluppare questo piano che deriva dalla vendita quasi indisturbata dei suoi grandi SUV e pick-up, ed il responsabile della produzione Mark Reuss ha approfittato della opportunità per mettere in chiaro che malgrado il percorso verso le zero emissioni ormai irreversibile la multinazionale di Detroit non intende mettere un cartellino di scadenza ai motori endotermici che equipaggiano i suoi modelli.

Le auto a zero emissioni della società diretta da Mary Barra avranno comunque una gamma più articolata della sola piattaforma Bolt: anzitutto perché quelle a batteria (finora fornite dalla coreana LG Chem, ma non è chiaro in futuro) saranno disponibili con due diversi pacchi, che comportano diverse potenze ed autonomia ma anche differente destinazioni nei vari modelli pianificati.

Anche l’idrogeno torna di attualità tra i 20 nuovi modelli GM a zero emissioni. Gli americani stanno testando per il Pentagono il Chevrolet Colorado ZH2 alimentato con pile a combustibile. E in conferenza stampa è stato presentato SURUS (Silent Utility Rover Universal Superstructure), una piattaforma per mezzi pesanti alimentata da due motori elettrici con trazione sulle quattro ruote e apparentemente senza guidatore. Entro il 2020 una apposita fabbrica comincerà a produrre sistemi fuel cell che in seguito potrebbero passare ad usi civili.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale General Motors