Per creare l’Android della guida autonoma ci vuole la Panda, e costa $88

L’americana Comma.ai da ieri vende una interfaccia universale per mettere ordine tra i dati raccolti dai sensori delle auto

Comma.ai, l’azienda fondata e diretta dal celebre hacker George Hotz ha appena presentato un nuovo prodotto: Panda. Si tratta di un’interfaccia universale per automobili e programmatori che vogliano avventurarsi nella guida assistita ed autonoma, ed è in vendita a soli $88.

Si tratta del primo prodotto presentato da Hotz da quando, lo scorso anno, il suo kit per l’auto a guida autonoma fai-da-te (si chiamava Comma One ed era in vendita a $999) era stato messo rapidamente in soffitta perché non ottemperava alle normative sul traffico vigenti.

Una volta fatta marcia indietro, Hotz si è spostato nell’open source, e col software open pilot per la guida assistita (di Livello 2 SAE) ora consente a chiunque di aggiungere righe di codice pubblicamente aggiornate e quindi far progredire il sistema.

interfaccia-universale-panda-comma-ai

Panda è un’interfaccia che non diversamente da quelle usate dalla maggior parte delle officine odierne si collega all’auto attraverso la porta OBD2 ed il relativo CAN bus. Il prodotto è in grado di registrare un gran numero di dati sull’attività di guida, e per queste sue proprietà si trova a metà strada tra una app chiamata Chffr (come in chaffeur, autista) che i dati li registra, ed un software battezzato Cabana in grado di interpretarla, quella mole di dati.

Quello che possiamo vedere ad occhio nudo di Chffr è uno schermo per il cruscotto collegato collegato in cloud che riprende tutto quello che avviene nella guida. Ma si va oltre alle funzionalità di una GoPro nel momento in cui si abbina l’app all’interfaccia universale Panda, che registra quello che i sensori dell’auto sentono e vedono.

Oltre alle funzioni che erano comuni anche nell’automobile analogica, come livello carburante ed olio, si aggiungono così dati da telemetria: informazioni comuni solo per chi si dedica alle competizioni automobilistiche, come accelerazione ed angolo di sterzo. Quei dati, come detto, Cabana è li per interpretarli, con risultati come quelli della schermata qui sotto.

schermata Cabana Comma.ai
La schermata visibile usando Cabana, software di Comma.ai per interpretare i dati raccolti dai sensori di un’auto (credito foto: blog Comma.ai su medium.com)

Per farci cosa, direte, visto che non siamo tutti dei Vettel o Hamilton ma piuttosto in perenne transito tra posti come Cormano e Sesto San Giovanni? Hotz non si illude che sia un prodotto di massa, ma piuttosto qualcosa per fanatici dell’auto oltre che, ovviamente, per hacker che vogliono sviluppare propri sistemi, presumibilmente basati sulle inevitabili reti neurali.

Di questi nerd e della loro instancabile attività di smanettoni Hotz ha molto bisogno per sviluppare un sistema in diretta concorrenza con Tesla e Waymo. Sviluppare capacità di guida autonoma è qualcosa di complesso che ora Hotz sta da tempo inquadrando in un business plan piuttosto semplice invece.

Creare sistemi di guida di Livello 3 SAE e superiori in grado di ridurre l’incidentalità al punto da diventare una dotazione indispensabile e anzi richiesta dalle stesse compagnie assicurative, alle quali Comma.ai pensa di poter offrire sistemi e software mediante abbonamenti mensili.

Per arrivare a centrare l’obiettivo di diventare l’Android dei sistemi autonomi (qualcosa cui ambisce anche la cinese Baidu), occorre però che la piattaforma di Hotz sia in grado di lavorare con tutte le auto in strada. E così Comma.ai, oltre ai gadget di cui abbiamo scritto, sta aprendo opendbc. Là gli smanettoni dei veicoli autonomi potranno avere accesso ai file compatibili con open pilot: attualmente si trovano quelli di Acura ILX, Honda Civic e Toyota Prius. Più il parco di auto compatibili si allarga, e più il traguardo di Comma.ai si avvicina.


Credito immagine di apertura: pagine Comma.ai su medium.com