Con la e-tron Sportback scopriamo una concept elettrica bella e possibile

Audi raccoglie la sfida lanciata da Jaguar e presenta al salone di Shanghai una anticipazione della sua seconda elettrica

Audi ha appena diffuso la nota che accompagna le nuove immagini del suo secondo modello completamente elettrico: la e-tron Sportback, che esordisce al salone di Shanghai. La quattro porte tedesca si presenta con un motore elettrico da 320 kW (435 CV), ma avrà anche una modalità più emozionante con boost da 370 kW ed 800Nm di coppia.

Dietmar Voggenreiter, il responsabile marketing e vendite di Audi AG, ha sottolineato l’importanza della mobilità elettrica sul mercato cinese: “Se abbiamo deciso di presentare Audi e-tron Sportback per la prima volta proprio qui a Shanghai, è perché la Cina è il mercato più importante al mondo per le auto elettriche”.

“Ciò vale per l’infrastruttura, per gli incentivi e anche per le vendite. Già oggi sono presenti circa 150.000 stazioni di carica, alle quali se ne aggiungeranno altre 100.000 entro la fine del 2017. Questa rapida crescita ci troverà ben preparati. Nei prossimi cinque anni offriremo in Cina cinque modelli e-tron, tra i quali anche vetture alimentate esclusivamente a batteria, con un’autonomia decisamente superiore ai 500 km attualmente garantiti dal concept Audi e-tron Sportback”.

Con la prima Audi totalmente elettrica, la e-tron che farà il suo esordio nel 2018, la e-tron Sportback condivide previsioni di un’autonomia di oltre 500 km (misurati coi blandi parametri europei NEDC), grazie alla batteria da 95 kWh posizionata tra gli assi sotto l’abitacolo. Questa posizione consente di abbassare il centro di gravità ed ottenere un‘equilibrata distribuzione dei pesi, con un rapporto 52:48 (anteriore/posteriore).

A spingere la seconda elettrica Audi ci saranno un motore sull’asse anteriore e due su quello posteriore, a ricreare quella trazione sulle quattro ruote che è un marchio di fabbrica tipico della casa di Ingolstadt. La batteria può essere caricata attraverso un sistema di ricarica combinata con un attacco per la corrente alternata (AC) ed uno per la corrente continua (DC). La ricarica è prevista con cavi fino a 150 kW, ma in futuro potrebbe usufruire di altre soluzioni.

Da un lato è possibile che la e-tron Sportback si avvantaggi dei dispositivi da 350kW allo studio da parte della cugina Porsche. Dall’altro certamente sarà possibile ricorrere ai sistemi Audi Wireless Charging per ricorrere all’induzione ormai efficiente ed affidabile in modo analogo ai convenzionali cavi. Con la ricarica fino a 150 kW che inizialmente sarà lo standard si potrà stoccare nelle batterie l’occorrente per 400 chilometri in circa mezz’ora.

 

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La concept del salone cinese è in mostra con grandi ruote da 23 pollici e disegno a 6 razze. Quello dei cerchi strabordanti di una vettura destinata ad un salone che non vedremo sull’auto di produzione è forse il solo eccesso estetico di quello che rappresenta un altro passo verso la speranza. La concreta speranza che in un futuro elettrificato non si debbano necessariamente vedere auto bruttine.

Infatti, se il primo istinto nel prendere le misure alla concept Audi è pensare che si tratti della prefigurazione di un’auto che andrà a misurarsi con BMW X6 e Mercedes-Benz GLE nel segmento E, occorre fare anche altri confronti. Indispensabili da quando Ian Callum con la i-Pace ha provato che le auto elettriche potranno essere belle. E come le forme armoniose della futura rivale Jaguar sono credibili, sono credibili le dimensioni di questa Audi: lunghezza 4,90 metri, larghezza 1,98 metri, altezza 1,53 metri ed il passo di 2,93 metri, simili a quelle della A7.

Nel frontale del concept si nota la ricerca di un punto di riferimento estetico tradizionale ma mediato dalla razionalità tedesca. Così si trova la tipica griglia ottagonale singleframe,  ma integrata in un andamento orizzontale che non sembra essersi ancora del tutto assestato ma che si avvicina all’equilibrio. E con le prese d’aria ridimensionate, si capisce che ormai i designer stanno prendendo confidenza con la funzionalità dell’auto a batteria, in cui le masse radianti sono un lascito più che una necessità o un problema.

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Come accade molto spesso nella più recente produzione dei quattro anelli, ma anche in altri marchi che ambiscono al settore premium, ad esempio Genesis, è fondamentale il ruolo delle luci. Qui sono integrate tra parte inferiore del frontale ed i passaruota, e la loro innovativa tecnologia è ben chiaramente visibile sia di giorno che di notte. Matrix LED a controllo digitale, minuscoli proiettori Digital Matrix, OLED, sono sfruttati insieme ad una superficie costellata di microspecchi gestiti da controlli sofisticati per riprodurre una molteplicità di movimenti e forme.

La personalizzazione che è sempre più spinta in queste luci non ci pare, almeno a prima vista così avanzata negli interni. Colori chiari ma nessuna fuga in avanti, con la marca premium tedesca che non sembra voler rischiare qualche azzardo che invece comincia a non spaventare più i colleghi designer di Wolfsburg, almeno pensando a quello che abbiamo cominciato a vedere nei tre concept basati sulla piattaforma MEB. Ma per gli interni spesso le differenze tra auto da salone e di produzione possono essere più significative di quelle di una forma di carrozzeria, quindi non sarebbe appropriato trarre conclusioni precipitose su quello che vedremo nel 2019.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Audi Italia/Volkswagen Group Italia