L’Hydrogen Council si fa largo tra i banchieri di Davos

Nel fortino svizzero della finanza tredici giganti dell’industria lanciano un progetto per difendersi dalla rincorsa globale cinese

Appena pochi giorni fa uno dei più concreti e scafati dirigenti del mondo dell’automotive come Gérard Détourbet di Renault osservava“Guardiamo alla Cina più che agli U.S.A. per il futuro delle auto elettriche. La Cina è determinata ad agire: questa è la differenza fondamentale”. Il che implica un ruolo di leadership nelle tecnologie legate al settore, a cominciare dalle batterie, cuore dell’auto elettrica.

Nel mercato delle batterie per veicoli elettrici la cinese CATL sta facendo enormi balzi nelle graduatorie della produzione: l’anno scorso ha triplicato la sua produzione di batterie agli ioni di litio. Fresca di finanziamenti raccolti ad ottobre per l’equivalente di $ 11,5 miliardi di dollari ha superato in classifica la coreana LG Chem (partner di GM e Renault) ed ora ha nel mirino la leader Panasonic e l’altra cinese BYD, che però non punta sugli ioni di litio. Entro il 2020, CATL prevede di aumentare la produzione a 50 GWh, lo stesso obiettivo rivelato da Tesla per la sua nuova Gigafactory 1 che ha appena iniziato la produzione in Nevada.

In sintesi: la Cina pare correre sempre più rapidamente verso il ruolo di battistrada nei veicoli a batteria. Ma ci sono colossi dell’auto e dell’energia che pur riconoscendo ai rivali un possibile e forse probabile successo nelle batterie stanno muovendosi per anticipare le imprese dell’impero di mezzo in altri settori. Il che spiega perché tredici giganti dell’energia e dell’auto abbiano dato il via ad un progetto comune riunito sotto il vessillo dell’Hydrogen Council.

Come spiega la nota, diffusa durante il summit della finanza globale a Davos da Air Liquide, Alstom, Anglo American, BMW Group, Daimler, ENGIE, Honda, Hyundai Motor, Kawasaki, Royal Dutch Shell, The Linde Group, Total e Toyota amministratori delegati e presidenti dei vari gruppi si impegnano a lavorare verso gli obiettivi dell’accordo di Parigi 2015 sul clima (obiettivo due gradi di temperatura per arginare il mutamento climatico). Il Council in questa fase sarà guidato dai numeri uno di Air Liquide e Toyota.

L’Hydrogen Council si darà da fare per fa recepire che l’idrogeno è una risorsa determinante per una transizione verso nuove e migliori soluzioni energetiche. Questo perché, sottolinea la nota congiunta, l’idrogeno è un veicolo di energia dalle caratteristiche favorevoli, non rilasciando  CO2 durante l’impiego come carburante pulito o come fonte di energia. Pertanto può giocare un ruolo importante nel passaggio ad un sistema energetico pulito ed a basso tasso di emissioni.

I progressi delle tecnologie dell’idrogeno, e nel settore auto quelli della propulsione fuel cell (visibili in particolare nella buona autonomia assicurata dai modelli oggi disponibili) stanno iniziando a raggiungere i mercati con più frequenza. Chi ha investito in questo settore punta ad avere una posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza, specie quella cinese che qui è assente o quasi. Il Council intende lavorare con tutti quelli che hanno un ruolo nel portare al successo questo settore: a cominciare da regolatori, agenzie e società nel suo complesso per sottolineare le potenzialità che offre l’idrogeno.

In quest’ottica, per cominciare, sono stati confermati gli investimenti per sviluppo e commercializzazione nei settori dell’idrogeno e fuel cell. Al momento attuale equivalgono a €1,4 miliardi l’anno, ma nella presentazione di Davos sono stati indicati in dieci miliardi complessivi per il prossimo quinquennio.

E queste cifre nemmeno includono gli investimenti di altre aziende su tecnologie fuel cell alternative e concorrenti, che non impiegano idrogeno: ad esempio i progetti di Nissan e di Honda sulle fuel cell ad ossido solido, in grado di bruciare bioetanolo o altri carburanti più facilmente disponibili rispetto all’idrogeno.

Benoît Potier, amministratore delegato della francese Air Liquide ha detto: “L’Accordo di Parigi 2015 per combattere il cambiamento climatico è un significativo passo nella giusta direzione ma richiede che le imprese agiscano per trasformare tale impegno in realtà. L’Hydrogen Council riunisce alcuni dei leader industriali mondiali, aziende dell’energia e dell’auto con la chiara ambizione di spiegare perché l’idrogeno spicca tra le soluzioni chiave per la transizione energetica, nella mobilità quanto nella produzione di energia per i settori residenziali e commerciali, e pertanto richieda lo sviluppo di nuove strategie su una scala in grado di sostenerla. Ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno che i governi supportino l’idrogeno con loro azioni, ad esempio mediante schemi di investimento infrastrutturali su larga scala. La nostra istanza oggi è che i leader mondiali si impegnino sull’idrogeno così che insieme possiamo realizzare le nostre comuni ambizioni sul clima dando ulteriore impulso al nascente ecosistema dell’idrogeno”.

“L’Hydrogen Council punta a mettere in mostra una leadership responsabile nell’evidenziare le tecnologia dell’idrogeno ed i suoi benefici per il mondo. Cercherà collaborazione, cooperazione e comprensione da parte di governi e, ancora più importante, del pubblico. In Toyota abbiamo sempre cercato di giocare un ruolo primario nei progressi ambientali e tecnologici nel settore dell’auto, incluso col lancio di veicoli fuel cell. Inoltre sappiamo che l’idrogeno in aggiunta al ruolo nei trasporti ha il potenziale per sostenere la nostra transizione ad una società a basso tasso di emissioni spaziando in numerosi settori e l’intera catena del valore. L’Hydrogen Council mira ad incoraggiare attivamente questa transizione”, ha detto il presidente Toyota Takeshi Uchiyamada.

Mercedes-Benz FuelCell Davos
La flotta FuelCell di Mercedes-Benz, che è partner dell’Hydrogen Council: la Classe B F-CELL, il prototipo GLC F-CELL e il bus Citaro FuelCELL-Hybrid (credito foto: Daimler global media website).

Credito foto di apertura: Honda U.S.A. media website