Ford ed FCA puntano sulle tecnologie dell’agenda-Obama

Mentre Ford promette sei nuove ibride ed una elettrica a Las Vegas Chrysler lancia la Portal, concept car elettrica ed autonoma

Ieri nel giro di cinque ore tra Michigan e Nevada Ford ed FCA hanno svelato alcuni aspetti importanti e forse determinanti di quello che le aspetta in futuro. Il mercoledì è stato per la verità monopolizzata, come tutto quello che in questo periodo ha a che fare col presidente eletto degli Stati Uniti, dalla notizia dell’annullamento di un investimento in Messico per il quale Ford aveva accantonato $1,6 miliardi e per questo era stata severamente criticata da Donald Trump.

Ma Ford e FCA si stanno dimostrando irriconoscenti verso il prossimo inquilino della Casa Bianca. Trump ha riempito il suo staff di uomini delle energie fossili e di negatori del cambiamento climatico. I conti dei due gruppi automobilistici finora sorridono soprattutto grazie a veicoli assetatissimi e ultra-convenzionali, che fanno minimo uso anche di tecnologie che esistono da anni come iniezione diretta e turbocompressori. E ora invece quello in cui investiranno Ford ed FCA è qualcosa che piaceva a Barack Obama più che al suo successore: la tecnologia della propulsione ibrida, quella elettrica e quella autonoma.

Su queste Ford, dopo aver risparmiato una bella quota di capitale che non spenderà più in Messico, ora investirà $700 milioni a Flat Rock, Michigan, dove si costruiscono già Mustang e Lincoln. E ieri alle cinque del pomeriggio (ora italiana) l’amministratore delegato Ford Mark Fields ha annunciato sette dei tredici veicoli elettrificati che nei prossimi cinque anni affolleranno la gamma della casa di Dearborn.

Nonostante in passato Ford sia apparsa chiaramente più sbilanciata sugli investimenti nella guida autonoma rispetto a quelli per l’elettrificazione della gamma, ora invece apre anche su questo versante. La prudenza passata non è svanita: si preferisce la tecnologia dell’ibrido alle batterie. Ma è comunque quasi uno choc scoprire che anche l’ultimo fortino alzerà bandiera bianca, sia pure dal 2020.

Infatti sia il pickup F-150 sia la sportiva Mustang, due modelli simbolo della tecnologia che non ha bisogno di preoccuparsi dei consumi, avranno una versione ibrida. Perfino due modelli Ford destinati alle forze di polizia americane saranno a propulsione ibrida: come dire che anche i poliziotti delle strade statali della contea di… Hazard contribuiranno a diminuire le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Ford Transit taxi hybrid

In Europa nel 2019 arriverà anche un furgone Transit ibrido (mentre in America si affaccia una versione ibrida taxi che vedete nella foto). Sempre questa tecnologia spingerà la prima auto pienamente autonoma, Livello 4 senza sterzo né pedali, pronta nel 2021 per le flotte ed i servizi di ride sharing.

A chi pensa che sia in ritardo nell’adeguarsi alla tecnologia a batteria, Ford promette un crossover che sarà disponibile globalmente dal 2020: avrà una autonomia attesa di circa 500 chilometri, che probabilmente coi progressi della tecnologia di celle e pacchi sarà cresciuta da qui all’arrivo su strada.

Ma Ford non è stata la sola a sorprendere in questa giornata per certi versi campale: il gruppo le cui vendite americane più dipendono dai modelli ad alto consumo, FCA, al CES di Las Vegas ha presentato il primo prototipo di quello che sarà la conversione all’elettrificazione ed all’autonomia.

Alle dieci di sera (italiane) è stato svelato il Chrysler Portal. Un minivan che sembra già mettere nel mirino una sfida globale a distanza con quello che presenterà Volkswagen a Detroit tra pochi giorni. Entrambi pensati anzitutto per conquistare il cuore della generazione meno entusiasta di sempre verso l’auto convenzionale. I millenials.

Ovvero la fascia demografica che ama più i tablet che le auto. E già pronta a ricorrere a trasporto pubblico, ride e car sharing, e meno alla soluzione della proprietà dell’auto. Per riuscirci i progettisti Chrysler hanno puntato su un monovolume spaziosissimo e luminosissimo che cerca di inserirsi come terzo spazio tra quelli di casa e lavoro, creandone uno con tutto quello che ai millenials piace, la connettività anzitutto.

E qui non solo si mette a disposizione una ricchezza di accessori e sistemi per non trascurare nessuno dei possibili passeggeri lasciando loro spazi personalizzati (il tutto facilitato dal ricorso ai dati biometrici) alternativi e quasi privati alle loro attività. La presenza nel team di progettazione degli interni di una quota femminile importante, guidata da Cindy Jouette, ha finito per produrre uno degli ambienti più originali fin qui visti nei concept di auto a batteria.

Proprio perché questo è un veicolo pensato da millenials per i millenials Chrysler riesce a presentare finalmente qualcosa che non è solo una plancia o un cruscotto tappezzato di schermi. Quello del Portal è nato in funzione di altri dispositivi, smartphone tablet eccetera, e questo ne fa un elemento degli interni centrale. Quasi, come piace dire ai designer americani, una scultura.

Chrysler Portal Las Vegas
Chrysler Portal Concept user experience designed with Bring Your Own Device (BYOD) in mind, seamlessly connecting with mobile phones, cameras, tablets, laptops (Credito foto: FCA US press kit)

Nel press kit e sul sito dedicato Chrysler si legge che hanno progettato il Portal “inside out” da dentro a fuori. E si vede per la verità. Non riesce ad essere altrettanto originale nelle forme esterne quanto negli interni: la maggioranza dei designer tende ancora a tracciare forme che hanno fortissimi richiami ai retaggi aziendali.

Forse per questo si concentrano su alcuni particolari che finiscono per dare un carattere a tutto il veicolo: nel caso del concept Chrysler anzitutto le vistosissime porte scorrevoli. Ma è bene aggiungere che finora solo Ian Callum di Jaguar, fra tutti quelli che si sono cimentati con una concept car pensata a partire da un pacco batterie, è riuscito a creare un veicolo la cui mappa concettuale estetica tenga a distanza inutili deviazioni.

La concept car di FCA ovviamente ha un senso come futuro mezzo autonomo. La dotazione di LiDAR, radar, telecamere, sensori del Portal verosimilmente potrà beneficiare dei rapporti che si stanno sviluppando con Waymo, l’azienda specializzata creata da Google, ma di questo a Las Vegas non si è parlato. Certo invece che avrà una batteria da 100 kWh da 250 miglia di autonomia (4oo chilometri). FCA promette anche dispositivi di ricarica veloce da 350 kW in grado di assicurare in venti minuti la carica per 150 miglia.

Peraltro qui il potenziale della Chrysler elettrica si scontrerà con quello delle infrastrutture, ammesso che il prossimo presidente americano oltre a rallentare o bloccare la transizione verso i bassi consumi non prenda di mira anche le stazioni di ricarica. O anche no, se le aziende petrolifere americane cominceranno a seguire la strada delle europee Shell e Total, che hanno iniziato ad installare colonnine di ricarica veloce accanto alle pompe di carburante…


Credito foto di apertura: FCA USA press kit