Dacci ascolto Faraday Future: via da Las Vegas

L’auto elettrica più chiacchierata è anche quella col record di accelerazione: basterà a raddrizzare le sorti?

Si sa: errare è umano e perseverare è diabolico. La startup Faraday Future dopo il lancio della FF91, che ieri ha approfittato delle giornate del CES 2017, dovrebbe imparare che deve stare lontana da Las Vegas. Se nel 2018 vuole presentare qualcosa in una città famosa per i casinò lo faccia: ma a Montecarlo o a Macao. Al CES dell’anno scorso aveva presentato la concept car  FFZero1. Una specie di batmobile che non ha ricevuto nemmeno critiche, peggio: sbadigli.

E quest’anno col lancio della FF91, decisiva anteprima della vettura elettrica ed autonoma che dovrebbe salvare l’azienda sino-americana da anche troppo note secche finanziarie, su cosa ha puntato? Sul titolo di auto elettrica più veloce del mondo e sulla qualità della propria tecnologia, ad esempio per parcheggiare, definita di ultra-avanguardia.

Solo che la nuova elettrica più veloce in accelerazione, anche più della Tesla Model S LM, con 0-60 miglia in 2,39 secondi, ha strappato un titolo fa palpitare ben poche persone, essendo stato logorato da un lunga sequenza di miglioramenti. E poi, considerando le difficoltà economiche che hanno bloccato i lavori della futura fabbrica in Nevada, non manca chi ha argomentato: vettura di produzione elettrica più veloce non è, finché la produzione non c’è.

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Questo è quello che succede quando si accumulano capitomboli che minano la credibilità. Ed è perfino troppo facile attaccare gli ultimi della classe, quando si susseguono le brutte pagelle. Nel penultimo episodio c’è stata la fuga di un paio di dirigenti, tra cui l’ex-Ferrari Marco Mattiacci. L’ultimo episodio invece è proprio di ieri. Jia Yueting, il miliardario cinese che ora si dibatte tra i problemi delle sue startup dell’auto (è sua anche LeEco) e quelli delle aziende di internet su cui si fonda il patrimonio, ha poche simpatie anche in patria.

Ma se le cose sembrano aver fatto progressi dal punto di vista dei finanziamenti (sostiene di aver ottenuto $1,4 miliardi di fondi freschi da un nuovo finanziatore), per Jia il periodo storto non sembra essere terminato. Dopo aver guidato la FF91 sul palco, quando ha tentato di farla parcheggiare al punto la vettura è rimasta immobile, tra l’ilarità generale. Ce la fatta al secondo tentativo.

La FF 91 è stata definita un SUV, ma se è tale è un SUV particolare, nella scia della slanciatissima concept car Jaguar I-Pace, sia pure nemmeno lontanamente altrettanto bella. Promette, oltre allo sprint ai semafori, 1.050 cavalli e batterie da 378 miglia di autonomia (608 km). Doti in linea anche se di poco inferiori con quanto offrirà una rivale diretta come la Air dell’altra startup sino-americana Lucid Motors.

Non sappiamo ancora niente degli interni; ma sappiamo che non ci sono maniglie sulle porte, che riconoscono il proprietario quando si avvicina. Sensori e computer non mancano, così da far accedere un giorno anche alle funzioni di guida autonoma i clienti che, pare, oltre a versare un anticipo di $5.000 dovranno un giorno pagare $180.000 per averne una. A sentire i “gufi”, magari potrebbe diventare un affare come lo sono diventate le DeLorean. Dopo la chiusura dell’azienda.


Credito foto di apertura: Faraday Future press kit