Pronta al debutto la seconda generazione di Fusion autonome

L’ingegnere capo Chris Brewer spiega dove è arrivato il programma Ford per sviluppare il sistema di guida virtuale

La prossima settimana al CES di Las Vegas si vedrà in pubblico per la prima volta la nuova generazione di Fusion Hybrid alle quali Ford sta lavorando per il proprio programma di guida autonoma destinato. Un progetto mirato a portare la marca di Dearborn nel 2021 a confrontarsi nei settori del ride e car sharing con vetture ad alta autonomia prodotte in volumi significativi. E sono passati solo tre anni dagli esordi del programma della casa americana.

A presentare in dettaglio la nuova versione, un post sul sito medium.com firmato dall’ingegnere capo del programma Chris Brewer. La seconda generazione di prototipi Ford autonomi, basata sulla Fusion Hybrid 2017, ha nel baule un computer in grado di elaborare i dati che fluiscono dai sensori ed apparati al ritmo di un terabyte l’ora, quello che una persona normale userebbe nello smartphone in quarantacinque anni. Il software per elaborare questi flussi è stato sviluppato in casa

Costruire un’auto che non sarà controllata da un guidatore umano è completamente diverso dal progettare un’auto convenzionale“, scrive Brewer nel suo post. “Proprio come abbiamo fiducia in noi stessi e negli altri guidatori, abbiamo bisogno di sviluppare un solido sistema di guida virtuale con lo stesso livello di affidabilità nel prendere decisioni, e nel metterle in pratica al volo“.

Alla sede di Dearborn è stata ultimata una flotta di una trentina di berline ibride (l’impianto elettrico ad alto voltaggio delle ibride semplifica la vita agli ingegneri che devono lavorare con sistemi avanzati che sono energivori, rispetto al lavorare su un’auto convenzionale). Le Fusion destinate ai test in Michigan, Arizona e California cresceranno fino a sfiorare il centinaio a fine dell’anno prossimo.

Il sistema di guida virtuale analizza mediante percezione mediata e diretta un terabyte di dati raccolti ogni ora

L’ingegnere capo del programma Ford ha anche elencato i sistemi che saranno montati sulle Fusion Hybrid, che continueranno ad avere anche comandi e sterzo convenzionali: due nuovi LiDAR al posto dei quattro precedenti, in grado di assicurare coi milioni raggi emessi una vista a 360° su uno spazio equivalente a due campi di calcio. Tre telecamere montate su rastrelliere sul tetto. Una telecamera puntata in avanti collocata sul parabrezza per identificare oggetti e segnali del traffico. Radar a corto e lungo raggio, indispensabili con bassa visibilità e per elaborare informazioni sugli oggetti in movimento.

Ford Fusion Hybrid 2017 CES Las Vegas
La Fusion Hybrid autonoma di seconda generazione sarà presentata al CES (credito foto: Ford Motor Co. media website)

I dati raccolti passano attraverso programmi di apprendimento automatico, in cui gli algoritmi scritti dai tecnici Ford puntano ad una precisa localizzazione ed alla pianificazione dei percorsi, il tutto integrato da dettagliate mappe tridimensionali. Il sistema di guida virtuale è incentrato su due tipi di percezione: mediata e diretta.

La prima, pur complessa, è più statica: miscela mappe e strade con segnali stradali ed altri aspetti sostanzialmente fissi dell’ambiente, incluse le norme e prescrizioni del traffico.
La percezione mediata compara continuamente la realtà effettiva con quella già nota al sistema: per fare un esempio limite, una Fusion a completa autonomia in marcia in un mondo morto, post-nucleare, potrebbe muoversi solo grazie alla percezione mediata.

Ma per muoversi nel mondo reale immerso in un ambiente imprevedibile quella non basta. Occorre al pilota virtuale una percezione diretta per riconoscere, classificare e interagire con auto, ciclisti o pedoni. Oppure per essere in grado di riconoscere le eccezioni alle regole, come il vigile che fa passare con cenni di mano mentre il semaforo è rosso.

Questo approccio combinato dei due tipi di percezione, ha scritto Brewer “che incorpora sia percezione mediata sia diretta, consentirà al nostro sistema di guida virtuale di eseguire compiti identici a quelli che potrebbe eseguire un pilota umano e, potenzialmente, anche meglio“.


Credito foto di apertura: Ford Motor Co. media website