Non vuoi guidare? Lo fa il tuo assistente

A Milano funziona dal 28 giugno, a Roma arriverà presto e poi sarà disponibile in altre città: è Ugo, il servizio basato su app per smartphone che porta anche in Italia la disponibilità di assistenti personali per provvedere alla guida dell’auto quando il proprietario non è nelle condizioni ideali per farlo personalmente. Per un malessere, o per stanchezza, o per timore di un controllo delle forze dell’ordine con l’etilometro. In quel caso ci si fa raggiungere dall’autista che provvede a guidare a destinazione l’auto di chi ha chiamato o prenotato il servizio. Molto diffuso soprattutto in Estremo Oriente, gli chaffeur italiani sono stati selezionati in base con criteri di irreprensibili capacità di guida: tre anni almeno di patente, con 20 o più punti validi.

Il servizio, che costa in città 45 centesimi al minuto ed 1,20 fuori città, prevedibilmente sarà utilizzato per farsi riportare presso il garage di casa o al parcheggio più vicino all’abitazione nella maggior parte dei casi. Tuttavia la società che ha lanciato l’app sottolinea che gli assistenti del circuito Ugo saranno disponibili anche per sostegno in piccoli impegni che specie per anziani, infortunati o disabili tanto piccoli non sono: come farsi accompagnare ad una visita o a fare acquisti.

Ma non è solo in Italia che l’autista a richiesta sta cercando di trovare spazio, in queste settimane. In America, ad Austin, i residenti avevano votato a favore di  un provvedimento comunale che richiedeva il controllo degli autisti di Uber e Lyft ed in generale delle società di ride hailing tramite verifica delle impronte digitali. Da quando le società hanno risposto lasciando la città, si è diffuso un altro servizio. Si tratta di Drive Home, gestito da Luxe, piattaforma che in passato soprattutto aveva puntato sul valet parking, servizio di parcheggio con autista utilizzato soprattutto da pendolari con poco tempo a disposizione. Curiosamente, il servizio non incorre nei restrittivi principi di controllo prescritti per gli autisti di Uber e Lyft perché la normativa era stata prevista per chi guidava la propria vettura a pagamento, e non per chi ne guida una su richiesta del proprietario: in breve, non sono autisti.

Proprio per questo l’amministratore delegato di Luxe Curtis Lee, conscio che l’attuale importante mercato che Austin rappresenta potrebbe avere vita breve (se le rivali cambiassero repentinamente idea) non diversamente dall’azienda italiana Ugo sta già spingendo per diversificare l’offerta oltre alla guida su richiesta. Laddove a Milano si propone aiuto per le visite mediche degli anziani o dei disabili, in America Luxe si propone come unico punto di riferimento per la cura dell’auto: dai lavaggi ai controlli periodici alla ricarica nel caso dei veicoli elettrici. Come dire che non tutte le società di tecnologia sono già convinte quanto lo sono Uber ed altre che la proprietà dell’auto sia un fenomeno destinato ad avere vita breve.


Credito foto di apertura: Ford media website