Costeranno molto care a Volkswagen le batterie cinesi?

Secondo un articolo di Automotive News, la prima fabbrica di batterie di Volkswagen nascerà dove il gruppo di Wolfsburg ha il suo più grande mercato: la Cina. Scriveva ieri qui Christiaan Hetzner, che questo sarebbe il risultato sia della spinta verso la sostenibilità ambientale delle politiche sia del paese asiatico che della stessa Germania, il che ha portato Mathias Mueller  lanciare quello che è stato definito il più grande processo di cambiamento nella storia di Volkswagen AG.

Con i 30 modelli elettrici a tutto tondo di cui è previsto il lancio entro il 2025, il gruppo avrà una gamma per un terzo elettrificata, e questo richiederà uno sforzo immane nella catena di fornitura. Mentre oggi la capacità di fornitura di batterie globale equivale a circa 27 gigawatt l’ora, nel 2025 ne occorreranno 150 GWh solo per tenere accese le vetture con sul cofano i marchi del gruppo Volkswagen. Una fonte interna al gruppo tedesco ha detto ad Hetzner: “questo all’incirca equivale a 10 fabbriche di batterie, e ciascuna richiede €2 miliardi di investimenti, il che fa un totale di €20 miliardi”.

Come possa essere distribuito questo fardello finanziario colossale tra Volkswagen e fornitori è tutto da vedere. E qui la Cina ha un vantaggio per i conti del gruppo tedesco: Shanghai Automotive e FAW, i partner attuali, avrebbero da condividere lo sforzo per la messa in moto del gigantesco investimento. Quello che suscita curiosità è che, proprio mentre appaiono all’orizzonte questi progetti di dimensioni titaniche richiesti dalle sfide tecnologiche ed ambientali del 21° secolo, la Cina sembra voler riconsiderare la ferrea normativa che ha imposto agli investitori stranieri: essere soci attivi ma non decisivi di accordi aziende locali. Se questo diventasse possibile in Cina i soci occidentali con in mano una chiara maggioranza nelle numerose joint venture, a cominciare da Volkswagen, si ritroverebbero oneri aggiuntivi proprio nel momento meno conveniente…