FCA non ha più timore di prendere la scossa

Quanta cautela, quanta prudenza nel gruppo FCA quando si parla di mobilità elettrica. Stamattina consultando la homepage della Stampa, il quotidiano più vicino al marchio torinese del gruppo, non c’era proprio traccia della dichiarazione veneziana dell’amministratore delegato del gruppo. Bisognava andare alla sezione motori per trovare, e nemmeno al primo posto, una conferma, in compenso virgolettata, che “un’idea di fare l’auto a batteria per i marchi Premium e city car c’è“. A lungo scettico sull’auto elettrica, oggi Marchionne apre a questo settore sia pure con prudenza, per suggerire che la city car potrebbe essere più piccola della attuale 500e, e che per quanto riguarda la prima vettura di dimensioni importanti a propulsione elettrica potrebbe trattarsi del SUV Maserati, un modello che però non vedremo fino al 2019.

Come nel caso della spinta verso l’auto a guida autonoma. la svolta tecnologica sulla propulsione elettrica di FCA sembra destinata ad appoggiarsi a partner esterni, soprattutto per quanto riguarda la produzione delle batterie: e all’amministratore delegato non è certo sfuggito che molti piani di investimento in questo settore potrebbero avere senso economico solo se la produzione sarà rivolta a forniture esterne. Ma non solo l’elettrico avrà posto nella gamma FCA a medio termine: i primissimi anni seguenti alla scadenza del suo mandato nel gruppo italo-americano vedranno crescere la componente di modelli ibridi, unica strada secondo Marchionne per rientrare nelle norme future sulle emissioni, e anche un posto crescente per la tecnologia dell’idrogeno, questa una apertura di credito imprevista, nel momento in cui un gruppo come Toyota a suo tempo paladino delle fuel cell fa la strada inversa per aprire alle auto con batterie.

L’auto elettrica insomma sarà presto presente nella gamma FCA tra city car e SUV, probabilmente coi marchi Fiat e Maserati, ma nel frattempo, trapelano indiscrezioni su altre svolte che potrebbero coinvolgere il Marchio Alfa Romeo. Il periodico britannico Auto Express, qui spiega che la piattaforma della sorella maggiore della Giulia con cui l’Alfa Romeo affronterà le BMW serie 5, le Mercedes Classe E e le Audi A6 avrà anche applicazioni ibride plug-in, sebbene il numero uno di Alfa Romeo in Europa Fabrizio Curci ci abbia tenuto a precisare che il pianale si adatterà anche a una eventuale versione totalmente elettrica ed alla guida semi-autonoma. L’elettrico di FCA non sarebbe quindi presente solo agli estremi di prezzo della gamma FCA, ma anche in una fascia medio-alta.