BUSINESS

7 giorni di affari e accordi che cambiano la mobilità: 14 – 20 maggio 2023

I protagonisti della settimana: Etherovia, Komatsu, LG Chem, Orano, Sono Group, Stellantis, Symbio, Toyota, XTC

15 maggio: la startup della Silicon Valley Ethernovia Inc., dichiara di aver raccolto $64 milioni in un round di finanziamento Serie A che includeva nel pacchetto di investitori Porsche Automobil Holding SE, Qualcomm Ventures, VentureTech Alliance e altri interessati al lavoro su chip ed ethernet nel settore automotive in cui si è specializzata la società. Mentre le case automobilistiche si orientano verso veicoli elettrici con più funzioni di assistenza alla guida e stanno rinnovando i sistemi per eliminare metri e metri di cavi che attraversano i veicoli per collegare oltre decine di microchip, Ethernovia sta costruendo un computer centrale per controllare tutto, dai sensori della telecamera e dal radar all’impianto di infotainment. Ramin Shirani, co-fondatore e CEO di Ethernovia, ha avviato l’azienda nel 2018 per costruire un’unica rete ethernet nell’auto in grado di fare da spina dorsale di questi nuovi veicoli. “Non siamo il cervello dell’auto. Non siamo i sensori dell’auto. Ma tutto ciò che collega il cervello ai sensori, ecco dove siamo”, ha detto Shirani all’agenzia Reuters. La società ha affermato che il finanziamento sarebbe stato utilizzato per continuare a sviluppare i prodotti e per creare un team per il marketing, le vendite e l’assistenza clienti, ma non ha condiviso l’ultima valutazione della società.

15 maggio: sebbene durante l’evento annuale Choose France dedicato agli investitori esteri la maggior parte dei titoli siano andati all’apertura della Gigafactory taiwanese delle batterie a Dunkerque e all’improvviso innamoramento di Elon Musk per la Francia, nella giornata a Versailles il presidente francese Emmanuel Macron annuncia anche un altro progetto collegato alla filiera delle batterie. La società cinese XTC New Energy Materials infatti costruirà una fabbrica di materiali precursori per celle a Dunkerque, strategica per servire le quattro fabbriche francesi e altre europee. Insieme agli asiatici c’è il gruppo industriale francese Orano, in una joint venture che prevede un investimento da €1,5 miliardi per servire la filiera che produce i materiali catodici attivi per le celle agli ioni di litio. L’impresa secondo gli investitori e le istituzioni transalpine creerebbe 1.700 posti di lavoro nella regione. XTC New Energy Materials è una società fondata nel 2016 con sede nella città portuale di Xiamen, sulla costa sud-orientale della Cina, finora attiva quasi esclusivamente in Cina. Il Gruppo Orano, con sede a Parigi, ha come azionista di maggioranza il governo francese, cosa non sorprendente perché è nata dal Gruppo Areva nel 2017, e finora è stata specializzata in apparecchiature e combustibili per la filiera dell’energia nucleare. Secondo l’ultima trimestrale le vendite di XTC di materiali ternari sono cresciute del 71% a 46.400 tonnellate l’anno scorso rispetto al 2021, rappresentando il 47% dei ricavi. I suoi clienti includono leader nel settore delle batterie al litio come CATL, CALB, Panasonic, BYD e Gotion High-Tech.

15 maggio: per Sono ancora vicissitudini. L’azienda che voleva produrre l’auto elettrosolare Sion ma a febbraio ha dovuto alzare bandiera bianca, presenta una domanda per una procedura di scudo protettivo presso il Tribunale Distrettuale di Monaco di Baviera. La società ha annunciato che in precedenza i colloqui con potenziali partner finanziari non avevano avuto successo. Jona Christians, co-fondatore e co-amministratore delegato, è fiducioso che “ci sono buone possibilità di portare a termine con successo la ristrutturazione nell’ambito della procedura dello scudo protettivo”. Dai clienti interessati alla Sion, Sono Motors aveva ricevuto quasi €44 milioni di anticipi da oltre 21.000 clienti, che ora non possono essere rimborsati. Sono ha interrotto il progetto dell’auto solare e licenziato 250 dipendenti: non c’erano nuovi investitori né abbastanza potenziali acquirenti per l’auto. Abbandonata la Sion, Sono voleva concentrarsi sul business delle celle solari per autobus, camion refrigerati o auto di altri produttori. Un finanziere aveva inizialmente promesso i soldi necessari ai rimborsi degli anticipi, ma a causa della stretta sui mercati dei capitali il finanziamento non si è poi concretizzato e anche le discussioni con altri potenziale partner finanziari non hanno portato a nulla. A peggiorare le cose, nelle ultime settimane sono state ripetutamente violate le regole del Nasdaq, su cui è quotata la casa madre Sono Group. Di recente, l’autorità di vigilanza ha sottolineato che la relazione annuale per il 2022 non è stata presentata in tempo. Il giorno della quotazione, nel novembre 2021, la società era stata valutata $2,6 miliardi.

16 maggio: Faurecia, Michelin e Stellantis annunciano la firma di un accordo vincolante per l’acquisizione da parte di Stellantis del 33,3% delle azioni di Symbio, azienda europea attiva nel settore della mobilità a idrogeno a zero emissioni. Faurecia (società del gruppo FORVIA formato dalla fusione con Hella) e Michelin manterranno ciascuna il 33,3% di quote di partecipazione. Secondo i partner l’ingresso di Stellantis tra gli azionisti favorirà i paiuni di sviluppo di Symbio in Europa e negli Stati Uniti, mentre al momento Stellantis impiega la tecnologia Symbio a supporto della produzione di furgoni a celle a combustibile in Francia. Symbio ha pianificato di produrre 50.000 stack a celle a combustibile all’anno entro il 2025, contando sulla fabbrica di Saint-Fons, che inizierà la produzione nella seconda metà del 2023. Nel 2022 Symbio ha annunciato l’attuazione del suo progetto HyMotive, volto a dare slancio alla propria industrializzazione e allo sviluppo di innovazioni dirompenti, consentendo all’azienda di raggiungere una capacità produttiva totale in Francia di 100.000 sistemi all’anno entro il 2028, con la creazione di 1.000 posti di lavoro nel paese transalpino. La transazione è soggetta alle consuete approvazioni normative. La chiusura è prevista per il terzo trimestre del 2023.

16 maggio: la società chimica LG Chem, da una cui costola è nato il produttore di batterie LG Energy Solution, annunciato che intende aumentare le sue vendite di materiali per le batterie di oltre sei volte entro il 2030. A tal fine, il portafoglio deve essere ampliato oltre i materiali catodici attivi in cui oggi eccelle e presentando la sua nuova strategia aziendale, ha indicato che i ricavi del settore dei materiali per batterie dovrebbero aumentare da 4,7 trilioni di won (€3,6 miliardi) nel 2022 a 30 trilioni di won (€23,5 miliardi) nel 2030 per arrivare a diventare il principale fornitore globale di materiali per batterie. Ciò richiede un tasso di crescita medio annuo del 26%. La società coreana prevede di espandere la propria attività per includere settori come i separatori e i nanotubi di carbonio per anodi, oltre ai materiali catodici attivi attuali. Nei separatori, LG Chem già collabora con Toray: le società avevano costituito una joint venture proprio per i separatori di batterie in Ungheria nel 2021. LG Chem prevede inoltre di proseguire le attività di ricerca e sviluppo per nuovi materiali, tra cui materiali anodici di silicio puro ed elettroliti per batterie allo stato solido. Anche se il portafoglio di batterie sarà ampliato, l’azienda intende continuare a concentrarsi fortemente sui catodi ad alto contenuto di nichel per celle pouch e cilindriche. Nel comunicato stampa, la società guidata dal CEO Shin Hak-cheol afferma anche di star considerando di espandere la propria offerta per includere materiali catodici economici: è noto che i produttori coreani di celle stanno lavorando a celle con chimica al litio ferro fosfato (LFP) e anche materiali catodici ricchi di manganese. In dettaglio, la capacità produttiva di materiali catodici sarà ampliata da 120.000 tonnellate nell’anno in corso a 470.000 tonnellate nel 2028. Nell’autunno dello scorso anno LG Chem aveva già annunciato l’intenzione di costruire la più grande fabbrica di materiali catodici attivi negli Stati Uniti, nel Tennessee.

17 maggio: Komatsu e Toyota annunciano il lancio di un progetto congiunto per lo sviluppo di un veicolo leggero autonomo (o “ALV”) che funzionerà basandosi sul sistema di trasporto autonomo sviluppato dal produttore di mezzi d’opera e da cava giapponese (per brevità “AHS”). Per realizzare ulteriori miglioramenti della sicurezza e della produttività nelle miniere utilizzando camion autonomi e ALV automatizzati controllati da AHS le aziende stanno attualmente testando un concept ALV presso i loro campi di prova e prevedono di avere una prototipo funzionante entro gennaio 2024. L’automazione offre l’opportunità di rimuovere le persone da aree di pericolo e migliorare la sicurezza. Può anche consentire alla clientela del settore estrattivo la possibilità di continuare il lavoro di fornitura di minerali critici nonostante la continua sfida della carenza di manodopera specifica. Dal lancio della prima applicazione commerciale al mondo di un AHS nel 2008, Komatsu ha stabilito prestazioni comprovate in vari ambienti minerari e si è guadagnata una reputazione per sicurezza e produttività. Attualmente, quando i camion da trasporto autonomi abilitati AHS e i veicoli leggeri manuali utilizzati per la manutenzione o il trasporto circolano contemporaneamente su strade di trasporto, i camion autonomi possono ridurre la loro velocità o fermarsi quando sorpassano veicoli leggeri per evitare possibili collisioni causate da errori umani. D’altra parte, la richiesta dei clienti di una maggiore produttività nelle operazioni minerarie quando si tratta di efficienza operativa dei camion autonomi rimane un problema. Nel tentativo di rispondere alle istanze della clientela di settore Komatsu svilupperà un nuovo programma di gestione per gli ALV sul suo sistema di supervisione AHS e Toyota svilupperà ALV che funzionano automaticamente sotto il controllo AHS.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.