Airbus e Renault insieme per far progredire la ricerca sulle batterie

La partnership tra gruppo di Boulogne-Billancourt e quello di Tolosa punta a far emergere le tecnologie per celle solid state di nuova generazione destinate a cambiare l’auto e a far “decollare” l’aviazione ibrida-elettrica

Il gruppo Renault e quello Airbus stanno collaborando per far progredire la tecnologia delle celle che alimenteranno i pacchi batterie per auto e aerei di prossima generazione, hanno affermato le due società nel corso dell’Airbus Summit in corso in queste ore e che si concluderà il 1 dicembre.

I team di ingegneri e progettisti delle due società cercheranno e svilupperanno congiuntamente soluzioni sullo stoccaggio di energia, uno degli ostacoli ai veicoli elettrici a lungo raggio, hanno confermato Renault e Airbus. Questo partenariato aiuterà anche Airbus, la società aerospaziale con sede a Tolosa, nel Sud della Francia, e stabilimenti in varie sedi europee a sviluppare la tecnologia legata agli aerei ibridi-elettrici.

La collaborazione, precisa la nota diffusa per l’occasione, si baserà soprattutto sui blocchi tecnologici connessi all’ottimizzazione della gestione energetica e alla riduzione del peso delle batterie e consentirà di studiare le migliori opzioni per raddoppiare la densità energetica delle batterie entro il 2030, passando dalle attuali celle agli ioni di litio avanzate a celle che saranno caratterizzate da elettroliti completamente allo stato solido e rientreranno nel settore delle ASSB (ovvero all-solid-state-battery).

La collaborazione si concentrerà anche su quello che si definisce “ciclo di vita completo” (o LCA per gli addetti ai lavori) delle future batterie: dalla produzione alla riciclabilità, per prepararsi all’industrializzazione di questi futuri modelli di batterie valutando, al tempo stesso, la loro impronta di emissioni distribuita lungo l’intero ciclo di vita, dall’estrazione della materia prima dal suolo al riciclo finale dei componenti.

Gilles Le Borgne, il rispettato direttore dell’ingegneria e tecnologia del gruppo Renault (e che ha anche brevemente lavorato in Airbus) ha sottolineato che “i nostri 10 anni di esperienza nella catena del valore dei veicoli elettrici ci permettono di contare su una delle migliori competenze sul campo che ci siano, ma anche su una vera e propria competenza nelle prestazioni dei sistemi di gestione delle batterie. Spinti dallo stesso obiettivo ambizioso di fare innovazione e ridurre la carbon footprint, i nostri team di ingegneri si confrontano con quelli di Airbus per far convergere tecnologie trasversali che consentiranno di far funzionare gli aerei ibridi, ma anche di sviluppare i veicoli del futuro“.

Sabine Klauke, la direttrice del settore engineering Airbus ha dichiarato nella nota: “raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette di carbonio entro il 2050 è una sfida unica che richiede collaborazione tra i vari settori, a partire da oggi. Associando l’esperienza del gruppo Renault nel settore dei veicoli elettrici con i risultati che noi stessi abbiamo ottenuto con i dimostratori di volo elettrici, potremo accelerare lo sviluppo delle tecnologie rivoluzionarie necessarie per le architetture dei futuri aerei ibridi del 2030 e oltre”.

Il gruppo diretto da Luca de Meo ha già dimostrato l’inclinazione a collaborazioni interdisciplinari e trasversali con altre iniziative, la più importante delle quali è probabilmente Software République (varata nel 2021) che per spingere il progresso di questo settore applicato all’auto ha coinvolto importanti gruppi, tra i quali anche quello franco-italiano ST Microelectronics.

Credito immagine di apertura: ufficio stampa Renault Italia