Con BZ3 il rilancio Toyota ai leader delle elettriche in Cina

Svelato il secondo modello della casa giapponese basato sulla piattaforma E-TNGA, è frutto della collaborazione col gruppo BYD all’avanguardia nelle batterie dalla chimica a base ferrosa

La pianificazione a lungo termine della gamma e della produzione è stata storicamente uno dei grandi punti di forza dei migliori gruppi automobilistici, e questo vale in particolare per il principale a livello globale, Toyota.

Nel periodo attuale caratterizzato dalla transizione tecnologica e dalle crisi collegata alla filiera della fornitura, peraltro un vantaggio può anche trasformarsi in una zavorra.

Proprio il gruppo giapponese infatti sembra in queste settimane aver deciso di correre ai ripari per mettersi al passo con una domanda globale di veicoli elettrici che per fine decennio appare ormai destinata a scompaginare gli obiettivi che Toyota si era data a fine 2021, rimodulando su altre quote, maggiormente sbilanciate verso le zero emissioni locali.

La più recente presentazione di un modello Toyota al 100% elettrico, invece, rientra tra quelli che hanno beneficiato di una programmazione meno frenetica rispetto all’attuale.

Infatti BZ3 è il risultato della collaborazione a lungo termine tra la cinese BYD e la joint venture esistente sul primo mercato auto mondiale tra i giapponesi e il gruppo statale FAW (che è anche partner storico per Volkswagen).

BZ3 si basa sulla piattaforma E-TNGA di Toyota che è flessibile poiché può supportare sia elettriche pure, sia ibride convenzionali, sia plug-in. Il nuovo modello, che per il momento è previsto per il solo mercato cinese e non avrà mercato nemmeno in Giappone, è lungo 4,73 metri e con un passo di 2,88 metri, oltre a 1,84 di larghezza e 1,48 di altezza. Grazie a una elevata attenzione rivolta alle caratteristiche aerodinamiche dovrebbe avere un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,218.

Nella nota ufficiale non sono ancora stati sveltati la potenza e le caratteristiche dei motori elettrici, e nemmeno la capacità definitiva del pacco batterie. Tuttavia il pubblico cinese può avere delle legittime aspettative su quanto aspettarsi da questa Toyota.

Infatti su questo modello verrà per la prima volta utilizzata una Blade Battery del partner BYD, che la equipaggerà pertanto di celle con chimica a base ferrosa. Col generoso ciclo di omologazione cinese, dovrebbe essere possibile un’autonomia in grado di superare i 600 chilometri.

Sia per la robustezza e resilienza delle celle LFP sia per la dimestichezza con le tecnologie di elettrificazione perfezionate da Toyota in anni di sviluppo di auto ibride la durata della batteria dovrebbe essere particolarmente lunga nel caso di BZ3.

Infatti Toyota afferma come obiettivo di sviluppo che dopo dieci anni dovrebbe essere conservata una capacità del 90% del valore originale. Anche se la casa giapponese precisa che questo traguardo del 90% della capacità della batteria dopo dieci anni non è garantito in tutte le condizioni.

Allo sviluppo della Toyota BZ3 hanno collaborato le joint venture cinesi BYD Toyota EV Technology (BTET) e FAW-Toyota, con la prima responsabile per l’interfaccia per la tecnologia delle batterie di BYD, mentre Toyota ha contribuito alla piattaforma E-TNGA e FAW-Toyota è responsabile della produzione e delle vendite con la sua rete di concessionari.

Non è ancora stata precisata la data di lancio di questo modello, né i prezzi che dovrebbero renderlo competitivo rispetto alla rivale principale Tesla Model 3, con la casa americana che peraltro proprio in questi giorni in Cina li ha limati in modo sensibile per la prima volta dopo mesi di aumenti.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.