Compromesso sulle emissioni di CO2 nel 2030: accordo su tagli del 37,5%

Scontentati i paesi che volevano il 40% di tagli (Francia, Olanda, Italia tra gli altri) e Germania e gruppi auto, che chiedevano un 30% di riduzioni rispetto ai valori di emissioni del 2021

Rimaneggiato e poi rinviato, l’accordo europeo sulle norme che regoleranno le future emissioni di gas clima-alteranti della automobili è arrivato nella serata del 17 dicembre, con la presidenza di turno austriaca che ha spinto verso un compromesso. Un compromesso che come avviene in questi casi non ha accontentato le istanze più verdi ed è stato specularmente subito definito irrealistico dalla lobby dell’auto.

In base all’accordo raggiunto dal Parlamento Europeo e dai 28 paesi che fanno parte dell’Unione, le emissioni di CO2 nel 2030 dovranno diminuire del 37,5% per i veicoli passeggeri e del 31% per i furgoni, rispetto ai valori previsti nel 2021. Sarà previsto anche un traguardo intermedio del 15%, con scadenza il 2025.

La proposta della Commissione era stata del 30%, un livello appoggiato dalla Germania preoccupata degli effetti sui suoi gruppi auto, mentre il Parlamento si era espresso per tagli del 40%, posizione appoggiata da alcune nazioni come Francia e Paesi bassi (e dall’Italia). I Commissari dei settori coinvolti nella decisione hanno approvato il compromesso come un passo per l’avvicinamento agli Accordi di Parigi.

Il compromesso sulle emissioni dei veicoli leggeri raggiunto sotto la guida del ministro dell’ambiente austriaco Elisabeth Koestinger dovrà passare la firma finale di Parlamento e di Bruxelles, mentre le norme sui veicoli commerciali pesanti sembrano ancora lontane dal traguardo, e potrebbero passare alla prossima legislatura continentale, con le elezioni fissate a maggio 2019.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Co.