Asahi Kasei sviluppa componenti degli elettroliti delle batterie dalla CO2

Su una produzione annuale di 38.000 tonnellate di solvente EC e 70.000 tonnellate di DMC presto disponibile su licenza, la catena della manifattura “ritirerà” dall’atmosfera 50.000 tonnellate di gas clima-alterante

Il gruppo chimico giapponese Asahi Kasei ha sviluppato una tecnologia in grado di produrre materiali per batterie agli ioni di litio dalla CO2. Adesso, ha appreso il Nikkei, questo sviluppo si apre all’opportunità di iniziare a concederlo su licenza, il che secondo la testata finanziaria avverrà nell’anno fiscale 2023, che termina a marzo 2024.

Dal 2002 commercializza un processo per la produzione di policarbonato utilizzando CO2 come materia prima tramite EC e DMC come materiali intermedi. Ora Asahi Kasei ha sviluppato una tecnologia per produrre EC (carbonato di etilene) e DMC (dimetilcarbonato) ad alta purezza da utilizzare come solvente per gli elettroliti liquidi delle più comuni celle agli ioni di litio, impiegate per auto elettriche ed elettronica di consumo.

La nuova tecnologia dell’azienda chimica asiatica potrà assorbire CO2 equivalente al 50% del peso del solvente prodotto. Ad esempio, quando si producono 100.000 tonnellate di solvente, è possibile assorbire 50.000 tonnellate di CO2.

Il pacchetto tecnologico riguardante la prima licenza (per un cliente non meglio precisato) riguarda una produzione di 38.000 tonnellate di EC ad alta purezza e 70.000 tonnellate di DMC ad alta purezza all’anno.

La svolta di Asahi Kasei arriva nel mezzo della transizione globale verso la decarbonizzazione. La nuova tecnologia rimuove dall’atmosfera più CO2 di quella generata durante la produzione di batterie, qualcosa che potrebbe dare ad Asahi Kasei un vantaggio competitivo rispetto ad altri attori del settore.

Grazie alla semplicità del processo di produzione, Asahi Kasei sarà anche in grado di ridurre i costi di produzione di circa il 30%, rispetto agli attuali metodi di produzione di solvente per batterie. Gran parte di questi processi sono attualmente supportati da combustibili fossili e in molti casi prodotti da aziende cinesi.

Asahi Kasei prevede di concedere in licenza la sua tecnologia, che spera possa generare circa 20-30 miliardi di yen (tra $149 milioni e $224 milioni) entro i primi anni 2030. Entro l’anno fiscale 2025, l’azienda mira a passare a composti organici di origine vegetale per le sue materie prime solventi combinandole con la CO2, riducendo ulteriormente le emissioni.

Oltre che per gli elettroliti liquidi delle celle agli ioni di litio, questi solventi che assorbono il carbonio possono essere utilizzati anche nelle vernici per carrozzerie. Anche altre aziende giapponesi, tra cui Mitsubishi Materials e SEC Carbon, si stanno muovendo nella stessa direzione, per sviluppare una tecnologia che aiuti a ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Questo genere di sforzi di sviluppo tecnologico verde diventerà sempre più un asset per i produttori di batterie ed auto elettriche in futuro, man mano diventerà più importante il ciclo di vita completo di un veicolo elettrico e della sua batteria (o per gli addetti ai lavori: LCA). Inoltre anche i quadri normativi diventano più stringenti.

Nel nuovo quadro normativo dell’Unione Europea per le batterie c’è una proposta per i produttori di batterie di rivelare la loro impronta di carbonio a partire dal 2024. Molte case automobilistiche, come Volkswagen o Volvo, richiedono anche con entusiasmo (ma anche mettendo pressione) ai loro fornitori di ridurre le emissioni praticamente a zero durante i loro processi di produzione.

Fino all’anno 2019, Asahi Kasei nel mondo delle batterie era noto come il più grande produttore globale di separatori, un componente chiave nelle celle. Tuttavia, il rivale cinese Shanghai Energy New Materials Technology ha preso il posto di leader, con le aziende cinesi che dominano il mercato di molti altri componenti-chiave delle celle: in particolare il materiale anodico (grafite) e quello catodico a base ferrosa, molto meno quando si tratta di quello con nichel dominante, “regno” dei coreani.

Credito grafico di apertura: sito web Asahi Kasei