Siamo già agli ultimi ordini disponibili per le Smart elettriche?

I bonus tedeschi dopo il tutto esaurito per la Mercedes A250e plug-in portano al congelamento degli ordini per le Smart EQ: ora l’effetto-slavina appare destinato ad allargarsi

Non sono passate che poche ore dalla notizia che in Germania c’è il tutto esaurito per la A250e (grazie all’innovation bonus in due settimane dal varo dei sussidi sarebbero state vendute 15.000 ibride plug-in) ed ecco che per un altro modello Daimler, stavolta la Smart EQ ormai disponibile solo elettrica pura, si ripete questo problema che per una casa auto è il migliore tra tutti quelli che si possono avere.

Negli ultimi giorni i modelli costruiti ad Hambach, come ha confermato ieri un portavoce Daimler al sito tedesco electrive.net, stanno ottenendo un successo di domanda che ha superato ogni previsione sulla scia degli incentivi rafforzati dal governo di Berlino.

E probabilmente occorre prendere alla lettera il portavoce, perché se per la compatta ibrida plug-in aveva confermato soltanto la richiesta furibonda per la versione A250e Edition 2020, nel caso della citycar elettrica ha invece ammesso che in Germania non si accettano più ordini, anche se non è stato in grado di confermare per quanto tempo il congelamento andrà avanti.

Mentre in Daimler decidono come ricalibrare l’offerta per rispondere al boom di domande di modelli elettrici compatti e a prezzi, specialmente adesso, abbordabili, non risultano ancora effetti sulla disponibilità di Smart EQ nei paesi vicini.

I modelli Smart EQ da tutto esaurito all’ultimo Salone di Francoforte hanno ricevuto un facelift e Fortwo e Forfour hanno confermate le caratteristiche tecniche note di motori con potenza da 60 kW e batterie con capacità di 17,6 kWh.

screenshot tratto dal sito smart.com

AUTO21 ha aperto il configuratore italiano, che pochi minuti prima di pubblicare le righe che state leggendo era regolarmente accessibile, come peraltro quello tedesco. Una Smart EQ Fortwo in versione Pure e con poche aggiunte (il colore blu della carrozzeria e soprattutto il comodo caricatore imbarcato da 22 kW che è previsto solo in opzione a circa €900) risultava pronta per l’ordine con un cartellino del prezzo di €25.772, incentivi nazionali italiani e locali esclusi.

L’effetto calamita del vigoroso mercato tedesco potrebbe portare a un calo della disponibilità sui mercati vicini incluso quello italiano? Ovvero: chi è intenzionato all’acquisto di modelli da città più abbordabili (che coi bonus tedeschi stanno avvicinando i prezzi delle citycar convenzionali) farebbe meglio a decidersi in fretta?

La generosità di un periodo di incentivi come quello attuale in Germania, oppure la scadenza di una fase di incentivi attraenti come quelli olandesi finiti il 31 dicembre 2019 stanno confermando la tendenza a risucchiare porzioni di inventario interessanti dai mercati vicini.

Quello che si vede ora con la Mercedes A250e e la Smart EQ lo si è visto in Olanda a fine 2019 con le Tesla Model 3 e Hyundai Kona, ma perfino con le MG ZS EV e le Opel Ampera-e. Finita la disponibilità di un modello l’interesse si sposta su uno simile, il che in Germania potrebbe influire sulla disponibilità di Renault Zoe e Opel Corsa-e, attirando poi da concessionarie europee, italiane incluse, altri pezzi drenati dall’inventario locale.

L’effetto che si sta creando per le auto elettriche abbordabili dopo il varo dei nuovi bonus, riecheggia in una certa misura le riserve di Markus Lienkamp sull’opportunità di altri sussidi. Non che al professore del Politecnico di Monaco non piaccia che lo stato supporti la sostenibilità, anzi, ma a suo avviso gli aiuti governativi avrebbero dovuto privilegiare soluzioni a lungo e non a breve termine, quindi soprattutto infrastrutturali e di ricerca.

A metà maggio a colloquio col settimanale finanziario WirtschaftsWoche Lienkamp sottolineava che la generosità dei bonus non avrebbe cambiato l’assetto generale del mercato europeo 2020 dei veicoli sostenibili, ma avrebbe attirato un numero crescente di queste vendite in Germania.

Infatti per le case auto che a livello europeo guardano ai livelli 2020 di emissioni di CO2 non cambia niente vendere un veicolo in Germania o in Italia, finiscono entrambi nel totale della flotta di quest’anno.

Con gli incentivi più generosi peraltro i gruppi auto come confermano gli stop agli ordini faticano ad adeguare rapidamente l’offerta. Quello che si verificherà a questo punto, secondo Lienkamp, sarà un gioco a somma zero nel quale a fare da calamita sarà il denaro proveniente da Berlino.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG