Quella fabbrica di batterie per camion e autobus che ha fretta

A Langen, con sei mesi di anticipo sul previsto, parte la seconda linea di produzione Akasol: i suoi manager dopo il caos a breve termine prevedono miglioramenti entro l’anno

Quando l’abbiamo trovata nella casella di posta elettronica di AUTO21 in mezzo al flusso di queste ore facevamo quasi fatica a credere a una buona notizia. Ma ecco qui il succo: il produttore di batterie agli ioni di litio Akasol ha avviato la propria seconda linea di produzione a Langen, in Germania, sei mesi prima del piano originario.

L’azienda tedesca, specializzata nella manifattura di pacchi batterie per mezzi commerciali ed autobus elettrici (tra i quali il Mercedes-Benz eCitaro), tagliando questo traguardo riuscirà a raddoppiare rispetto all’anno passato la capacità massima della fabbrica in Assia portandola a 800 MWh.

Finora i prodotti che uscivano dall’impianto passavano dalla linea di Langen che Akasol aveva iniziato a sfruttare a partire dal 2017. La seconda generazione di batterie adesso riempirà anche la seconda linea che è adiancente alla prima, chiamata semplicemente Langen II.

Per Akasol seconda generazione significa anche poter rispondere al diversificarsi delle esigenze dei veicoli commerciali. La nuova offerta di pacchi batterie, in commercio a partire dalla metà di quest’anno, avrà all’attivo oltre il 30% di energia in più disponibile nelle celle a parità di peso e di spazio di installazione.

Certo, la soddisfazione dell’amministratore delegato Sven Schulz per l’aver anticipato di sei mesi il progetto come tratteggiato dai prospetti informativi che hanno accmpagnato l’IPO in borsa, e che ora prevedevano il passaggio da due a tre turni nello stabilimento, sono temperate dallo sconvolgimento alle dinamiche quali erano previste precedentemente all’esplosione dell’emergenza sanitaria.

E tuttavia anche in questo ambito Akasol, sembra voler rassicurare. “naturalmente ci attendiamo che la domanda rallenti a breve termine per le misure per contenere e rallentare il diffondersi del corona virus”, dichiara il responsabile aziendale del settore finanza Carsten Bovenschen. “Ciò nondimeno, ci aspettiamo ancora un forte secondo semestre 2020.”

La visuale sulla seconda parte dell’anno è probabilmente un effetto della realizzazione in corso di un altro sito produttivo: ad Hazel Park, negli Stati Uniti. Secondo l’amministratore delegato Schulz la tempesta globale non dovrebbe nei prossimi mesi toccare le catene della fornitura, che peraltro l’azienda monitora su base giornaliera.

Akasol avrebbe anche intenzione in futuro di superare gli attuali impianti con un’ulteriore fabbrica, stavolta nei pressi della sede centrale di Darmstadt, un sito che potrebbe puntare ad una capacità record, per il gruppo, di 5 GWh.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Akasol