Col crowdfunding Sono Motors cerca libertà e la sopravvivenza della sua Sion solare

Voltando le spalle alle istanze di finanziatori che chiedono crescita aggressiva e rapidi profitti i fondatori scelgono la sostenibilità del loro progetto, scommettendo sulla comunità

L’interazione tra approccio da startup al mondo della mobilità elettrica, impostazione green del ruolo pubblico dell’azienda e realtà del settore degli investimenti ha creato un clamoroso corto circuito per Sono Motors ed il suo gruppo dirigente.

La società di Monaco di Baviera che ha lanciato il progetto di un’auto elettrica parzialmente alimentata da pannelli solari, la Sion, ha diffuso ieri un video nel quale i fondatori rivelano l’incompatibilità di fondo del loro modo di vedere lo sviluppo e la crescita di Sono Motors e le aspettative ed istanze degli investitori.

In pratica, piuttosto che continuare con infiniti round di finanziamento in un contesto non abbastanza ricettivo, i fondatori della startup hanno deciso di fare una scommessa sul supporto della comunità dotata di antenne per ambiente ed innovazione affidandosi al crowdfunding.

La campagna di crowdfunding Sono Motors si annuncia come la madre di tutte le campagne, almeno quelle condotte in Europa, perché l’obiettivo entro il 30 dicembre è di arrivare a raccogliere €50 milioni. Secondo i tedeschi dei circa 10.000 che hanno rivelato concreto interesse all’acquisto, l’azienda avrebbe la necessità di trasformarne 2.000 in effettivi ordini (l’auto costa €25.500 inclusa IVA).

Gli aderenti alla campagna saranno impegnati ad effettuare l’effettivo pagamento soltanto se l’obiettivo della campagna sarà raggiunto alla fine dell’anno. Anche se si verificasse il più favorevole dei casi e questo obiettivo storico per il settore fosse confermato, peraltro i sostenitori e clienti di Sono Motors la loro Sion coi pannelli solari incorporati nella carrozzeria dovrebbero aspettarla ancora a lungo.

Le necessità di capitale richieste da sviluppo effettuato internamente e produzione, che sarà affidata alla svedese NEVS (l’ex-Saab) sono state tali che l’avvio della linea ha già subito rinvii. Con la campagna di finanziamento attuale Sono Motors ha anche ammesso che l’inizio nel 2020 slitterà ancora, al settembre 2021.

Per dimostrare concretamente che la piccola rivoluzione culturale che Sono Motors insegue non è una trovata pubblicitaria ma una istanza che i fondatori sentono in prima persona, Laurin Hahn, Jona Christians e Navina Pernsteiner sono passati ai fatti.

Sebbene manterranno i rispettivi diritti di voto per continuare a contare nelle decisioni che riguardano la startup, hanno messo nel pool nel quale finiranno i versamenti di chi confermerà gli ordini i loro diritti sui dividendi, rinunciando di fatto a eventuali profitti.

Un sacrificio che è stato reso necessario dall’opportunità di far proseguire l’azienda anche in condizioni di finanziamento che ne mettono a rischio il tessuto di sostenibilità e responsabilità. Ad Automobilwoche il co-fondatore Hahn ha detto: “Nei mesi passati abbiamo ripetutamente scoperto che i nostri obiettivi cozzano con quelli degli investitori finanziari tradizionale”.

Aggiungendo inoltre: “crescita aggressiva e rapidi profitti sono difficili da conciliare con una azienda sostenibile e con un concetto di veicolo che puntano a fornire ampio accesso ad una mobilità elettrica accessibile e che rispetti il clima”.

Per una startup una ricerca di un finanziamento di queste dimensioni non è così inusuale. Quest’estate ad esempio Wind Mobility, società ispano-tedesca che opera nella micro-mobilità (noleggio di monopattini elettrici in Europa e Asia) ha confermato un round di finanziamento proprio di questa entità: €50 milioni.

Ma in questo caso i finanziatori erano gruppi e fondi specializzati nel supportare progetti dai risultati incerti e rischiosi, piuttosto che singoli sostenitori o piccoli gruppi come nel caso del crowdfunding. E tuttavia sono proprio questi ultimi fondamentali secondo Sono Motors.

Solo essi o più esattamente solo una community può pretendere davvero che una azienda si comporti in modo responsabile oltre che profittevole. Come ha sottolineato l’altro co-fondatore Christians: “Il compito di mantenere le promesse con chi ha sottoscritto i primi ordini, abbinato al rispondere alle richieste degli investitori, stava logorando l’essenza fondamentale del nostro concetto. A questo dovevamo assolutamente porre rimedio”.


Credito foto di apertura: sito web Sono Motors