I modelli di lusso Tesla diventano più costosi e la gamma di fascia alta viene razionalizzata

Dalla gamma di Model X e Model S vengono rimosse le versioni Standard Range e i prezzi di ingresso ora li differenziano maggiormente rispetto al best seller Tesla Model 3

In queste settimane Tesla sta prendendo misure per aumentare la sua capacità produttiva e sembra far parte di questi piani il rendere più razionale la gamma, il che comporta eliminare alcune varianti ed allestimenti. A essere sacrificate sono le versioni standard-range di Model X e Model S, contemporaneamente i prezzi sono stati rivisti, come è già visibile dal sito della casa di Palo Alto.

Da oggi il SUV elettrico Model X e la inossidabile berlina di lusso Model S sono disponibili solo  Long Range e nella variante più adrenalinica Performance (nella quale sarà ora di serie il celebre Ludicrous Mode). Tesla al contempo ha provveduto a limare i prezzi delle versioni Long Range, ma la simultanea uscita di scena delle versioni standard range implica che i prezzi di partenza siano al rialzo.

Negli Stati Uniti la Model X si può acquistare a partire da $84.990 (oggi oltre €75.000) e la Model S da $79.990 (oggi circa €71.000), esclusi eventuali incentivi federali o locali. La buona notizia per chi in America è invece interessato al modello di maggior successo, Model 3, è che si parte ora da $38.990 (oggi oltre €35.000) sulle versioni Standard Range eliminate negli altri modelli.

Non si tratta ovviamente del prezzo di ingresso italiano visto che c’è ancora differenza nella disponibilità di versioni: nella campagna di marketing via mail iniziata il 19 aprile scorso Tesla proponeva la Model 3 Standard Range Plus a partire da €48.500 incentivi esclusi, mentre in una serie di messaggi spediti il 12 giugno promuoveva “Model 3 in pronta consegna” a partire da €412 al mese e €9.096 di anticipo.

Un’altra campagna a inizio maggio era stata dedicata alle Model S e Model X Long Range: “ti presentiamo l’auto elettrica con la maggiore autonomia sul mercato“, e l’attuale decisione fa pensare che l’intenzione di concentrarsi sulle versioni più appetibili anche se più costose iniziasse a farsi largo tra i manager californiani già in primavera.

Le campagne puntano senza mezzi termini a seminare il terreno per altri record globali di immatricolazioni che facciano seguito a quelli del secondo trimestre 2019, come noto concluso con un totale record di 95.200 veicoli consegnati, con una crescita del 51% anno su anno.

La Model 3 è stata responsabile dell’80% di quel totale, ma i modelli di lusso Tesla in quanto tali sono per definizione portatori di migliori margini e quindi non sorprende che Tesla non voglia estrarne ogni possibile beneficio.

Un nuovo trimestre record per Tesla sostenuto dalla domanda globale per Model 3


Credito foto di apertura: AUTO21