Il progetto Cortex punta a superare l’esame più difficile della guida automatica

Jaguar Land Rover vuole dimostrare di poter continuare ad eccellere là dove ci riescono le sue auto ma finora i computer arrancano: tra off-road e bufere

Il gruppo Jaguar Land Rover sta premendo sull’acceleratore dello sviluppo della tecnologia in grado di far affrontare ai veicoli prodotti nel prossimo futuro ogni tipo di terreno ed ogni genere di condizione atmosferica.

Il progetto Cortex a cui il gruppo ha aderito, ha come obiettivo lo sviluppo di algoritmi, l’ottimizzazione di sensori e dispositivi di elaborazione dati e test in condizioni reali su tracciati off-road nel Regno Unito.

Partecipano anche l’università di Birmingham, che ha un dipartimento attivo nella ricerca su radar e sensori per piattaforme autonome e Myrtle AI, una società che è presente nel settore dell’apprendimento automatico.

Cortex fa parte del programma Innovate UK che a marzo di quest’anno ha ricevuto finanziamenti destinati specificamente a far avanzare le tecnologie della guida automatica e connessa.

Con questo progetto dal nome evocativo (la corteccia a cui ci si riferisce è quella del sistema nervoso autonomo) anche i prestigiosi marchi del Regno Unito vogliono farsi largo in uno dei settori meno battuti della guida automatica: quelli dove i sistemi si misurano con situazioni di meteo e percorsi poco favorevoli.

Alcuni pionieri però sono già in grado di mostrare i loro primi successi. In Finlandia il consiglio nazionale delle ricerche VTT ha già annunciato i primi traguardi tagliati da veicoli autonomi in condizioni di totale innovamento, mentre in america il reparto ricerche CSAIL del celebre MIT ha mostrato un suo sistema per  strade di campagna non coperte da mappe che è in grado di procedere solo grazie a sensori e GPS.

Il progetto Cortex si misura con questa agguerrita concorrenza anch’esso portando i sistemi off-road, e sviluppandone le doti di sopravvivenza a tutti gli stress meteorologici: sabbia, pioggia, neve o nebbia. Il progetto è al lavoro su una propria tecnologia “5D” che punta a fondere i dati da sensori acustici, camere, radar e LiDAR in tempo reale.

Come è tipico del machine learning, che essendo un metodo di programmazione basato su esempi migliora man mano l’esperienza viene arricchita da casi sempre crescenti, la consapevolezza del sistema può “esplodere” all’aumentare delle iterazioni, rendendo la capacità di risposta sempre più sofisticata.

Su ogni terreno ed in ogni condizione. Già da un paio di anni il gruppo Jaguar Land Rover aveva fatto sapere di essere impegnato ad inseguire lo sviluppo di tecnologie per autonomia e semi-autonomia dei suoi modelli in grado di affrontare i terreni difficili per i quali la clientela specie dei modelli Land Rover si aspetta risposte.


credito foto di apertura: ufficio stampa Jaguar Land Rover