10.000 veicoli elettrici: la via indiana alla batteria passa da tricicli, risciò

Il colosso indiano dei taxi privati Ola dopo il progetto-pilota partito a Nagpur punta ad arrivare nel 2021 a mettere in servizio un milione di mezzi elettrici

Ola è la “Uber indiana”. Il che non vuole solo dire che è una società attiva nei taxi privati ma che, come la più nota delle startup del ride-hailing, ha dimensioni che non si possono prendere alla leggera. Come il suo milione di autisti e le 110 città in cui opera.

E non si può prenderla sottogamba no solo per le mere dimensioni demografiche del sub-continente, ma anche perché, come Uber, i suoi recenti round di finanziamento hanno suscitato l’interesse di investitori attenti ed esigenti come la giapponese SoftBank e la cinese Tencent.

Così sarebbe superficiale considerare come folcloristico l’annuncio di Ola della sua Mission: Electric perché prevede l’impegno a lanciare 10.000 risciò elettrici, oltre a qualche centinaio di auto elettriche. Entro il 2021 saranno un milione i veicoli elettrici messi in servizio.

Se non si considera come degno di nota un business che si incentra sull’elettrificazione dei tricicli, forse vale la pena di pensare un secondo al contesto del traffico di Milano o Firenze prima e dopo l’arrivo delle biciclette di Mobike & C.

In un paese dove mezzi come i risciò sono ancora rilevanti, l’elettrificazione proprio dei mezzi che fanno servizio al pubblico diventa un fattore rilevante nel mondo dei trasporti pubblici.

Il progetto pilota di Ola, partito nella città di Nagpur, aveva come obiettivo la messa a punto del servizio e del modello di business per conducenti e clienti. Non guasta che il primo ministro indiano Modi abbia rivelato da tempo il proprio supporto all’elettrificazione del trasporto, a cominciare proprio dai servizi pubblici.

A Nagpur sono stati effettuati i primi esperimenti applicati sul campo, non solo con risciò ma anche con auto e bus elettrici e postazioni di ricarica. Dopo più di 4 milioni di chilometri elettrici le lezioni apprese si trasferiranno su tre nuove metropoli indiane (ancora da nominare) nelle quali Ola promette di voler lavorare con le istituzioni locali per trovare soluzioni di mobilità destinate a migliorare le frequenti congestioni tipiche dell’area.

Adesso la società fondata e diretta da Bhavish Aggarwal si dedicherà in particolare a sperimentare modi di ottimizzare le batterie e le possibilità di ricaricare i veicoli. Come operatore di flotte più grande in India Ola si troverà a dover dribblare una consistente carenza infrastrutturale che costituirà il più grande ostacolo alla diffusione della tecnologia dei veicoli elettrici.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Ola