Mercedes-Benz attiva il programma pilota di abbonamenti all’auto

Affittare e cambiare un’auto come uno smartphone sarà possibile anche per i clienti di alcune concessionarie Mercedes-Benz con l’app Mercedes me Flexperience

Se c’è un modo per far passare inosservato un annuncio è di programmarlo quando contemporaneamente molti altri, a cui si presta più attenzione, lo mettono in secondo piano.

Sembra quello che è avvenuto per il lancio di Mercedes me Flexperience, il servizio col quale Mercedes-Benz e Daimler Financial Services fanno un ulteriore passo verso il diventare fornitori di mobilità piuttosto che di automobili.

Metterlo in calendario il giorno di apertura alla stampa del salone di Ginevra in effetti ha fatto sì che pochi abbiano dato risalto all’iniziativa con cui anche la stella a tre punte inizia ad adeguarsi agli annunci di rivali come Porsche e Volvo (ma anche delle neo-arrivate Polestar, Lynk&Co e NIO) che propongono auto in abbonamento come fossero costosi smartphone.

Ora però abbiamo tempo di aggiornarvi, sottolineando che in collaborazione con due gruppi di concessionarie Mercedes-Benz in Germania (BERESA e LUEG) è partita l’offerta di abbonamenti all’auto. Gli abbonati, iscrittisi nelle concessionarie aderenti, potranno scegliere e guidare fino a 12 modelli nuovi in un anno.

Una quota mensile, che non è stata (questo è il bello) rivelata, consentirà di accedere ai segmenti della Classe A, Classe C, Classe E e Classe S. La nota stampa non precisa i costi di passaggio dall’uno all’altro segmento: sappiamo però che sono consentiti, a titolo oneroso.

La rata, quale che sia, includerà assicurazione, manutenzione, gomme e 36.000 chilometri di percorrenza annua. Si vuole cambiare da un modello ad un altro, ad esempio mettere da parte una Classe A comoda in città per una più spaziosa Classe C per il lungo viaggio di Pasqua o in estate? Lo si fa con l’app, che ha lo stesso nome del nuovo servizio, senza bisogno di passare in concessionaria.

Magari avendo l’accortezza di prenotarsi con congruo anticipo piuttosto che il Venerdì Santo. Ma in questo, i metodici tedeschi sono meno a rischio degli automobilisti italiani di andare incontro a delusioni nel prenotare un certo modello all’ultimissimo momento.

Meno chiaro a medio termine, ma qui siamo già oltre la notizia ed alle valutazioni di medio termine, è come possa influire un sistema come quello dell’auto in abbonamento impattare le dinamiche delle auto usate. I grandi gruppi del noleggio, da Hertz in giù, hanno nella rivendita delle auto che noleggiano un fattore di profitti e di passività, in base agli umori dei mercati.

Un altro fattore da valutare a gioco lungo è come l’apertura del settore degli abbonamenti alle auto possa influire sui rapporti con le concessionarie. Con Automotive News, Britta Seeger, direttore delle vendite Mercedes-Benz, ha sostenuto che siano stati gli stessi concessionari a premere per partire con questo progetto-pilota.

Spinti, secondo la Seeger, dall’esigenza di poter avere un’offerta aggiuntiva per quei clienti che volessero chiederla. Una spiegazione che può essere convincente.

Ma solo fino a quando i clienti interessati all’abbonamento all’auto saranno una piccola minoranza. Saranno ancora dello stesso avviso se il loro numero dovesse cominciare a crescere? Forse per questo in Daimler sono partiti con un annuncio di basso profilo…


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Daimler