Il Toyota Research Institute al CES 2018 porta una nuova generazione di auto per i test

Sarà prodotta a partire da marzo, in Michigan, una piccola flotta di Lexus LS 600hL che rappresenta la terza generazione di veicoli per le ricerche sulla guida autonoma

Toyota Research Institute (TRI), il braccio avanzato del gruppo giapponese nel mondo dell’innovazione, al prossimo CES di Las Vegas porterà la terza generazione del prototipo col quale, dalla propria sede in California, sviluppa i sistemi di guida autonoma.

Ora che le tecnologie sono sempre più familiari agli ingegneri che ci lavorano, è possibile dare modo a chi ci lavora di iniziare a pensare anche ad una felice coesistenza estetica tra sistemi e veicolo, qualcosa che in passato era un problema secondario.

Ma non lo è invece nel caso della piattaforma 3.0, integrata in una Lexus LS 600hL, per la quale il CALTY Design Research si è messo all’opera per inserire in modo indolore componenti e sensori perche accentuassero le forme slanciate della vettura giapponese.

Il professor Gill Pratt, che guida il TRI, si è detto entusiasta del modo in cui funzione e forma sono stati fatti andare a braccetto. Il lavoro dei tecnici in parte è stato facilitato dai sensibili progressi dei fornitori riguardo a ingombri e performance, visibili in particolare nel caso dei LiDAR, i sensori laser.

Nella terza generazione di Toyota i sistemi prodotti da Luminar con raggio d’azione di 200 metri che in precedenza coprivano solo la marcia in avanti, sulla nuova piattaforma hanno un perimetro a 360° intorno al veicolo, coperto grazie a quattro sensori in grado di vedere anche in condizioni difficili. Altri sensori più a corto raggio sono posizionati in basso, sui quattro lati.

Queste tecnologie che stanno maturando ad una velocità impressionante hanno permesso di mettere a punto dei packaging non solo gradevoli ma anche riproducibili in quantità importanti, il che non era invece un fattore quando i prototipi per i test sulla guida autonoma si esaurivano in un pugno di esemplari.

Ma la piattaforma 3.0 del TRI, come quelle paragonabili della concorrenza, ormai guardano non ad esemplari ma a flotte di veicoli per la ricerca sulla guida autonoma. I designer Toyota hanno quindi ridotto al minimo l’impronta anche nel tetto, che negli esemplari precedenti era turrito come un castello medievale assediato, cercando di ridurne al minimo l’altezza pur integrando i sensori necessari e riproducendo forme familiari nei caschi da motociclisti che praticano l’offroad, non disdegnando anche qualche cromatura.

Il Toyota Research Institute al CES 2018 porta una nuova generazione di auto per i test
A sinistra il tetto coperto dai sensori laser e radar come appariva sulla vecchia versione di auto per i test e quello modificato (credito foto: ufficio stampa Toyota Motor Corp.).

Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale Toyota Motor Corp.