BMW sta approdando nel “porto” dell’elettrificazione ed ha già una nuova rotta

Quest’anno vendere 100.000 automobili plug-in per la casa bavarese sembra quasi sicuro: ora obiettivo di 50.000 BMW elettriche vendute in più nel 2018

Sono passati solo pochi giorni da quando Harald Krüger ha segnalato che il gruppo da lui diretto (BMW) punterà per il 2018 ad aumentare di 50.000 unità le vendite dei suoi veicoli elettrificati. Un obiettivo significativo considerato che quest’anno ne venderanno circa 100.000.

Ma anche un traguardo che si segnala come possibile, considerando la positività delle cifre sfornate dai vari marchi che fanno capo a Monaco di Baviera nei mesi più recenti. Nei primi dieci mesi del 2017 le consegne BMW avevano raggiunto 2.008.849 con un incremento del 3,4%.

Oltre al superamento della soglia dei due milioni, quello che ha reso le cifre molto interessanti (s’intende, per i temi trattati da Auto21) era che la quota delle elettrificate fosse salita del 63,7% a 78.096.

I dati di novembre hanno ulteriormente confermato il successo della penetrazione delle auto con batteria di trazione nelle vendite del secondo marchio premium globale. Nei primi undici mesi i modelli “con la presa” del gruppo di Monaco di Baviera sono diventati ormai il 5,3% del totale: 89.806.

La marca Mini coi suoi modelli Countryman ha superato a novembre il 10% delle consegne in versione ibrida plug-in. Ma non si tratta ormai di un fenomeno limitato alla sola marca inglese: la BMW Serie 5 versione PHEV in America ha fatto segnare ben il 22% del totale.

Un’altra Serie che rappresenta un pilastro per le vendite del gruppo di Monaco, la 3, si è invece segnalata in Gran Bretagna. Nonostante spiri aria di stagnazione economica sul Regno Unito brillava il fatto che una su tre di questa sotto-gamma fosse PHEV.

BMW ormai può contare anche su un ritrovato vigore del mercato casalingo: se fino a inizio 2017 i tedeschi erano freddi, non sono più tali verso le auto elettrificate. Le 3.031 auto elettriche pure vendute oltre Brennero a novembre sono state il top continentale battendo anche l’abituale leader Norvegia.

E malgrado non ci siano ancora riscontri sulle vendite dell’ultima arrivata i3s, in Germania come nella vicina Svizzera, la versione precedente della cittadina elettrica BMW adesso si fa onore. E tuttavia se in casa propria BMW di recente è in testa alle classifiche delle marche “con la presa” lo si deve soprattutto alle plug-in come la 225xe Active Tourer e la 530e, senza le quali difendere il primato domestico da una VW risvegliatasi grazie ad una e-Golf diventata improvvisamente di moda sarebbe stato difficile.

E per i prossimi mesi le auto dalle batterie “piccole” saranno ancora determinanti per consolidare quell’obiettivo di 50.000 BMW elettriche vendute in più nel 2018 che rappresenta la nuova rotta. Se, come noto, l’anno prossimo arriverà la prima Mini elettrica, solo nel 2019 sarà possibile comprare una “anti-Tesla” al 100% elettrica col marchio BMW.

Nel frattempo arriveranno altre plug-in, come il nuovo SUV coupé X4, l’imponente X7 presentato come concept iPerformance e pare anche la i3X nel 2020: un altro SUV in questo caso nato per la Cina ma diventato ormai interessante anche per l’Europa.


Credito foto di apertura: ufficio stampa internazionale BMW Group