Callie, la Zoe americana che ha imparato dai piloti professionisti

Nel Renault Open Innovation Lab della Silicon Valley i francesi hanno sviluppato un algoritmo in grado di reagire agli imprevisti del traffico

L’Alleanza franco-giapponese da lungo tempo è presente in America con la sua componente nipponica, molto meno visibile invece è quella francese. Ma il gruppo Renault ha appena annunciato la messa a punto di un sistema di guida autonoma capace di gestire gli imprevisti più ostici e questo sviluppo ha avuto luogo proprio negli Stati Uniti, nel Renault Open Innovation Lab che ha sede nella Silicon Valley, con una Zoe battezzata “Callie”.

Simon Hougard, che lo dirige, ne ha messo in evidenza l’impegno per l’innovazione orientato allo sviluppo di tecnologie avanzate di guida autonoma. In particolare il laboratorio Renault si è di recente concentrato su una manovra di evitamento ostacolo perfezionato fino ad arrivare ad una percentuale di successo identica a quella dei piloti professionisti.

L’annuncio non è stato troppo fortunato come tempismo perché è arrivato a poche ore dalla molto più clamorosa rivelazione di Waymo di aver già iniziato a far svolgere test su strade pubbliche alle sue auto-robot senza conducente sui sedili anteriori in Arizona e di apprestarsi a passare presto ad un vero servizio sperimentale di robo-taxi.

Peraltro questa dimostrazione del Renault Open Innovation Lab americano, contiene un suo reale interesse metodologico. La base del lavoro di sviluppo della tecnica di evitamento degli ostacoli è stata infatti ispirata dallo studio dei comportamenti al volante di piloti professionisti.

Per arrivare a trasferire queste esperienze in sistemi che consentiranno ai futuri clienti, entro il 2022 secondo i piani, viaggi mind off (ovvero senza prestare attenzione e col controllo ceduto al computer come prevedono i Livelli 4 e 5 SAE) anche i tecnici della marca francese hanno di fatto ripetuto il percorso dei leader attuali del settore, probabilmente proprio la divisione di Alphabet dedicata alle auto.

Nel terreno di prova di Castle, i tecnici di Waymo ripetono fino a 20.000 scenari insoliti ed inconsueti appresi da oltre 3,5 milioni di miglia percorse in modalità autonoma dalla Google-car e da quelle che le hanno seguite, per poi moltiplicare a dismisura i casi possibili simulando sui software 1o milioni di miglia al giorno. I sistemi virtuali hanno successo, come Waymo e Renault paiono dimostrare, passando dal reale al virtuale e poi ritornando alla realtà.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia