L’Honda Sports EV Concept ripete il successo dell’Urban EV

Al salone di Tokyo Honda scatena la fantasia grazie a un prototipo elettrico di cui racconta pochissimo: sembra quasi che meno ne se sa e più piaccia…

Il grande successo dell’Urban EV Concept che Honda ha portato al salone di Francoforte sembra aver generato un filone. Ieri a Tokyo la casa giapponese ha tolto i veli al suo Sports EV Concept e la reazione è stata quasi altrettanto sorprendente di quella scatenata al salone tedesco.

Il nuovo concept a due porte è equipaggiato sulla stessa piattaforma del cugino Urban EV Concept, e abbinato all’Honda Automated Network Assistant, una tecnologia di intelligenza artificiale. Un settore in cui, insieme alla robotica, da tempo l’azienda nipponica è di casa.

Anche per questo forse è una sorpresa che come a Francoforte continui ad essere sommaria la dotazione di informazioni che accompagna il nuovo prototipo. Un modello che punterà sulla performance ed a trasmettere, dicono le note diffuse, la gioia di una esperienza di guida avvincente.

Una sensazione che probabilmente sarà in buona parte sprigionata dal clamoroso contrasto tra accelerazione e maneggevolezza ed il tipico silenzio delle unità motrici elettriche. Dato che le informazioni dicono che l’Honda Sports EV Concept condivide batteria e motore della versione cittadina, si può stimare con buona approssimazione che sì, il divertimento sarà intenso, ma non prolungato: se sono vere le voci di 250 km di autonomia per il concept urbano con l’uso sportivo saranno per forza di cose meno.

Ma sembra una preoccupazione che transita di sfuggita e quasi infastidisce: come dire ad uno della schiera di appassionati italiani di auto sportive del secolo scorso che, poniamo, sulla A112 Abarth la sua fidanzata non sarebbe stata comoda.

E in effetti la principale domanda degli addetti ai lavori che hanno fatto il viaggio fino a Tokyo era relativa alla data di produzione della sportiva elettrica giapponese, più che ai chilometri percorribili con una carica. Se l’Urban EV arriverà nel 2019 come previsto, si ritiene che l’anno seguente possano cominciare le prime consegne dello Sports EV.

Che non mancheranno perché, come l’Urban EV, è piaciuto e piace. Honda sembra aver trovato il modo di attirare l’attenzione di ogni tipo di appassionato di motori, quale che sia la sua origine. Perché negli ingredienti di questo “piatto” ha messo qualcosa per tutti.

Le linee basse e sfuggenti esaltate dai toni bianco e nero hanno richiamato i più svariati ricordi di modelli sportivi apprezzati in decadi diverse. Dalla Opel GT (o è una Manta Berlinetta?) alla Javelin prodotta dalla defunta American Motors, sbizzarritevi a cercare i commenti online e troverete di tutto.

E la cosa divertente è che i designer sono stati così bravi che, ogni volta che si trova una citazione nuova e si guardano meglio foto e video di questo concept, si finisce per accorgersi che, sì, potrebbe essere. Dalla Honda S600 in giù, vale tutto. Non credete a quello che diciamo: guardate il muso coi suoi grandi fari tondi e chiedetevi cosa vi ricorda.

Ma quando avrete tratto le vostre conclusioni, guardate meglio e vi renderete conto, ad esempio, che davanti la griglia di plastica che appare familiare in realtà è principalmente un monitor, più che parte di un sistema di raffreddamento (come ovvio, essendo il motore elettrico).

Il cofano che sprofonda connesso al parabrezza sembra sottolineare che siamo entrati in un’era diversa, ma i colori con cui le sue forme sono trattate riescono a richiamare un’aura di sportività che è molto al di sopra di un mezzo che nasce da una piattaforma tutto sommato non stellare.

Insomma in Honda, ed è anche per questo che ci è venuta in mente l’A112 Abarth, con questo concept hanno trovato per primi la strada di un design che apre ad una sportività del tutto particolare, una sportività bonsai, di cui quasi non si poteva supporre l’esistenza nell’ambito della mobilità elettrica.

Bisogna quasi smettere di guardarla, perché a ogni angolo si scopre qualcosa di nuovo. Le superfici vetrate sono ridotte? Sì lo sono, quasi sacrificate, ma dove succede come nella parte posteriore, i diabolici designer Honda cosa fanno?

Viste le dimensioni ridotte (non scordiamoci che quanto a lunghezza e larghezza la sorella Urban EV è nella categoria della piccola Jazz) si sono inventati una coda quasi da modello GT inizio anni ’60, una coda quasi da breadvan! Ve lo avevamo detto: meglio smettere di guardarla, o compileremo una enciclopedia delle citazioni…


Credito foto di apertura: ufficio stampa Honda Italia