A Francoforte Daimler ci mostrerà come cambierà il car sharing nel 2030

Smart sul suo concept Vision EQ Fortwo ha concentrato futuri sviluppi che riguardano mobilità, guida autonoma ed elettrificazione

Più che una anteprima di un nuovo modello, quello che Smart, marchio “stracittadino” del gruppo Daimler, porterà all’imminente salone di Francoforte con la Vision EQ Fortwo è una panoramica concentrata in soli 2,69 metri di lunghezza su quello che forse sarà il futuro della mobilità quando il car sharing sarà la norma più che un’alternativa.

Oggi ogni 1,4 secondi nel mondo viene noleggiata una vettura Car2Go, che ha già 2,6 milioni di clienti. Secondo la nota stampa la quota per questa soluzione di mobilità entro il 2025 quintuplicherà toccando i 36,7 milioni. Ma la prima “piccola” della nuova linea elettrica Daimler nota come EQ anticipa anche la direzione della traiettoria del concetto stesso di car sharing.

A ben guardare quando oggi si prenota un’auto con Car2Go o uno degli altri servizi si prende a noleggio una car-to-drive, più che una car-to-go. Quest’ultimo caso invece calza alla perfezione alla Vision EQ Fortwo. Secondo Daimler il futuro infatti assomiglierà molto più a quello immaginato da Uber: popolato di taxi senza conducente, piuttosto che al noleggio cui siamo abituati oggi, per il quale è necessario avere una patente.

I robo-taxi Daimler saranno in grado, grazie alla rete globale capace di mettere insieme traffico collettivo e preferenze individuali di raccogliere rapidamente le chiamate, massimizzando l’efficienza delle corse. Fino al punto di proporre, ai clienti che aderiranno all’opzione, la possibilità di condividere durante la corsa uno dei due posti disponibili,

magari in base al profilo del compagno/a di viaggio (come suggerisce il video). Una soluzione che per la concept EQ in Daimler ipotizzano applicabile, come l’auto, dal 2030, ma a ben guardare non molto diversa dall’attualissimo servizio BlaBlaCar.

Inutile dire che su un veicolo con queste caratteristiche gli interni sono quasi più importanti del resto. Un grande display e due più piccoli sul cruscotto sono i primi a farsi notare per la loro presenza, anche se l’interfaccia con la clientela passerà con altrettanta intensità da comandi vocali (o gestuali) e smartphone. Per la loro assenza si fanno invece notare volante e pedaliera.

Tutto spazio interno guadagnato. Una ricerca della comodità che parte dall’accesso all’abitacolo, con portiere che arretrano in modo ingegnoso scivolando come ali che si ritraggono, utile anche per evitare collisioni con pedoni o ciclisti o altre auto se l’appuntamento coi passeggeri è previsto in strade strette della Vecchia Europa, a cominciare da tanti nostri centri storici.

I  due passeggeri (per i loro bagagli sembra sarà indispensabile prenotare un’altra corsa su una seconda Vision EQ Fortwo…) staranno su un unico divanetto, con lo spazio separabile all’occorrenza da un divisorio.

Il concept che la marca diretta da Annette Winkler porta a Francoforte è sviluppato partendo da una attuale Smart Fortwo elettrica. Ma la batteria passa a 30 kWh rispetto a quella da 17,6 kWh della attuale ED, e si caricherà solo induttivamente. Il futuro condiviso forse non avrà bagaglio, di certo quello elettrico non sembra più dover avere una presa.


Credito foto di apertura: sito stampa internazionale Daimler