Un Volkswagen per gli hipster, non per gli hippy

Per diventare protagonista della “mobilità come servizio” a Wolfsburg serve proprio un veicolo come l’I.D. Buzz

Nel recente passato Volkswagen ha più volte giocato con l’idea di riportare in vita il veicolo preferito dai figli dei fiori degli anni ’60 per poi rinunciare e continuare a vendere affidabili (almeno fino all’esplosione del dieselgate) auto convenzionali in quantità sempre crescenti. Perciò, quando a Detroit si è sentito dire dai dirigenti tedeschi presenti che per il concept elettrico, ed autonomo, I.D. Buzz non è ancora chiaro o meno se andrà in produzione, il primo istinto è stato di concludere che sarà un altro campione da mettere in archivio.

Ma questa volta probabilmente non sarà così. Non solo perché le manifestazioni di affetto e simpatia verso questo concept in rete già non mancano. In effetti un veicolo come l’I.D. Buzz è quello di cui in Volkswagen qualcuno ha bisogno. Cosa ha di speciale, quindi? Anzitutto è cugino di primo grado della concept car I.D. vista a Parigi, anch’essa nata con una batteria e con la guida autonoma a fare da sfondo. Come ha scritto Alex Kierstein in un post su Autoblog.com, “forse la modularità della nuova piattaforma MEB farà una differenza“.

Una piattaforma dalla ampia scalabilità come promette di essere quella delle vetture di Wolfsburg a batteria può davvero essere un ago della bilancia per tenere sott’occhio i costi. A maggior ragione in una storica fase dell’azienda in cui il gruppo tedesco punta a presentare 30 nuovi modelli elettrificati e avere un minimo di un milione di auto a zero emissioni prodotte dal 2020 in avanti.

Le dimensioni di questo mezzo elettrico sono particolarmente importanti: analoghe a quelle del T6 Transporter proposto dalla divisione veicoli commerciali Volkswagen. Le dimensioni dovrebbero ad un occhio attento attirrare l’attenzione più delle forme che richiamano sfacciatamente il microbus T1 che piaceva nel’estate del 1967 (the summer of love) andava su e giù per le strade della California. Quello piaceva ai padri, questo dovrà piacere agli hipster E cosa contraddistingue l’hipster? La cultura urbana e più entusiasmo per le app che per le auto.

Il Buzz, o come si chiamerà, il veicolo un giorno in produzione, appare infatti, per le sue caratteristiche l’ideale per le società di ride sharing e car pooling che in ambito urbano scarrozzeranno passeggeri nelle strade delle metropoli. La nuova società di Volkswagen, Moia, che aspira a rivaleggiare con Uber, Lyft & C. sembra poter avere nel Buzz il mezzo ideale per compiere la sua missione. Se poi piacerà anche ai privati tanto meglio.

Le specifiche, chiaramente provvisorie, parlano di potenza di 369 cavalli sprigionata dai due motori e di 270 miglia di autonomia che si possono ricavare dalla batteria da 111 kWh. L’I.D. Buzz evidentemente è pensato per necessità che sono ben più esigenti di quelle di un’attuale breve tragitto urbano per una piccola cittadina elettrica del segmento di Leaf o Zoe. Ce lo potremo un giorno aspettare (parliamo di 2020 od oltre) anche autonomo.

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Credito foto di apertura: Ufficio Stampa Volkswagen Group Italia