Attivo il nuovo Autopilot 2.0 sulle prime mille Tesla

Da ieri alcuni clienti della casa di Elon Musk possono già utilizzare il dispositivo di guida autonoma, ma a bassa velocità

Mentre le lancette dell’orologio stavano per mandare in pensione il 2016, un migliaio di clienti Tesla si è trovato anticipatamente con un pezzo di anno nuovo installato sull’auto. L’aggiornamento inviato via wireless dalla casa di Palo Alto al primo lotto di vetture costruite da ottobre in poi, serve ad aggiungere al nuovo software Autopilot 2.0 funzionalità che lo avvicinino gradualmente alla piena capacità di guida autonoma.

Da ottobre tutte le Tesla, Model S o Model X, sono equipaggiate col cosiddetto Hardware 2, il pacchetto di radar, telecamere, chip e sensori adeguato a fornire un alto livello di guida autonoma. Però, con la buona notizia Tesla ne aveva in serbo una cattiva: i clienti non sarebbero stati in grado di usarlo fino a nuovo ordine. Più esattamente, chi guida una nuova Tesla ha un nuovo software Autopilot 2.0 che per avere le stesse funzionalità della versione precedente richiede una completa validazione.

L’aggiornamento attiva ora il Traffic Aware Cruise Control, il Forward Collision Warning (che ha appena dato egregia prova di sé con un video molto pubblicizzato) e soprattutto l’Autosteer. Quest’ultima funzionalità è quella che si identifica più propriamente con un’auto che si guida da sola: adesso le nuove Tesla potranno utilizzarlo ma per ora solo a bassa velocità, fino a 35 miglia l’ora (56 km/h).

Grazie alla mole di dati raccolti dai sensori e computer delle auto californiane già in strada, oltre 1,3 miliardi di miglia, i tecnici Tesla mettono in sintonia dati e il nuovo sistema, in cui il ruolo di protagonista spetta al radar ed agli algoritmi di apprendimento automatico che lavorano su chip Nvidia. Nel primo Autopilot la parte del leone spettava invece alle telecamere.

La novità è una delle scelte fatte dalla casa di Elon Musk per restare al centro dell’attenzione pur saltando gli appuntamenti imminenti dei saloni di Las Vegas e Detroit, dove invece la maggioranza dei gruppi auto porterà novità anche di rilievo. Oltre a creare attenzione gratificando i primi clienti coll’aggiornamento, il prossimo 4 gennaio un gruppo di investitori potrà avere accesso per la prima volta alla Gigafactory 1 del Nevada dove si costruiranno batterie per auto e per stoccaggio di energia.

Elon Musk aveva reagito in modo piccato alle polemiche sugli incidenti della scorsa estate, in cui l’Autopilot prima maniera era stato messo in questione. Al di là della reazione a caldo, Tesla sembra ora affrontare l’implementazione dell’Autopilot 2.0 con un inedito mix di cautela tipica dei gruppi dell’auto tradizionale e rapidità di risposta tipica di una startup della Silicon Valley.


Credito foto di apertura: Tesla Motors Italia newsletter