Sei case riducono i gradi di separazione dal futuro elettrico

Ford e le cinque maggiori case dell’auto tedesca insieme per costruire subito una rete di ricarica veloce continentale

Sei marchi dell’auto, i cinque tedeschi Audi, BMW, Mercedes-Benz, Porsche, Volkswagen e Ford, che equivalgono al 44% del totale del mercato dei veicoli passeggeri europeo, metteranno insieme le forze in una joint venture comune e paritaria per costruire una rete di ricarica veloce. Si parte subito, dall’anno prossimo, con 400 postazioni. Lo scopo, spiegano in un comunicato congiunto “è costruire rapidamente un ragguardevole numero di stazioni al fine di rendere possibile ai guidatori viaggi a lunga distanza coi veicoli a batteria“.

Finora, come ricordava qui l’agenzia Reuters, “la scarsità di punti di ricarica e prezzi di listino delle auto elettriche che superano quelli di modelli a motore convenzionale paragonabili hanno mortificato la domanda di massa malgrado gli incentivi“. Gli incentivi però continuano ad estendersi a sempre più paesi: ultima l’Austria. Servono quindi altre spinte.

Come ha scritto oggi il quotidiano finanziario tedesco Handelsblattuna rete pan-europea potrebbe aiutare a galvanizzare il mercato continentale dell’auto elettrica, che è ancora nella sua fase infantile“. Su 253 milioni di auto usate nell’Unione Europea l’anno scorso solo il 5% era ad energie alternative, che includono anche il gas oltre ad elettriche ed ibride.

Così, alcune delle case che sull’elettrico stanno investendo molto hanno deciso di non attendere più l’intervento pubblico per l’infrastruttura necessaria. In America una iniziativa pubblica ad ampio raggio aveva mosso i primi passi, ma resta da vedere se la nuova presidenza la confermerà. Anche chi non ha aderito all’accordo iniziale, come francesi, giapponesi e coreani, oltre a GM e FCA, è incoraggiato ad entrare a farne parte in seguito.

Lo standard scelto per i punti di ricarica è quello CSS (Combo 2). È la soluzione scelta delle case tedesche ed americane in contrapposizione al sistema Tesla, che ha una rete propria, ed al giapponese CHAdeMo. L’intesa non risolve questa contrapposizione, in compenso tiene già in considerazione sistemi di prossima uscita molto più esigenti: la ricarica massima DC prevista sarà di 350kW. Abbastanza, parrebbe, anche per gli obiettivi più impegnativi su cui lavora oggi Porsche col suo progetto Mission-E, che punta all’80% della carica in meno di un quarto d’ora.


Credito foto di apertura: Daimler global media website