La medaglia di bronzo delle elettriche è cinese

BYD è cresciuta in un baleno da produttrice di autobus a terza forza globale nelle auto elettriche, e tutto o quasi in Asia

Se si sfogliano i dati di vendite globali di auto elettriche, ad esempio quelli aggiornati a settembre dal sito ev-sales.com, non si può non notare che accanto a protagonisti che non ci si meraviglia di trovare come l’alleanza Renault-Nissan e Tesla Motors, a fare da terzo incomodo non sia BMW oppure Mitsubishi. Troviamo invece un marchio che in Europa e negli Stati Uniti è a malapena conosciuto per la produzione di autobus (anche elettrici): BYD.

La cosa che sorprende non è solo che la “medaglia di bronzo” delle vendite globali vada alla casa di Shenzhen (la città dell’high-tech poco distante da Hong Kong). È che BYD, sigla che ai fondatori piaceva perché in inglese sta per Beyond Your Dreams, ci sia riuscita senza ancora attaccare i mercati degli U.S.A. o dell’Europa. Solo in Sudamerica si è affacciata, finora.

Se Tesla non avesse dato recentemente impulso alla propria produzione, ci sarebbe stata la realistica possibilità di trovare BYD come secondo produttore globale di auto elettriche dietro all’alleanza Renault-Nissan. A dirla tutta però, e contrariamente alla “medaglia d’oro” franco-giapponese, le due inseguitrici sembrano condividere qualche problema di crescita.

BYD per quattro mesi di seguito ha venduto circa 10.000 vetture al mese, una produzione più stabile e costante di quella di Tesla che però non fuga l’interrogativo sulla sua possibilità di andare oltre nella sua capacità produttiva. Ma nella fase attuale i cinesi sembrano piuttosto privilegiare gli ottimi risultati ed i continui annunci di profitti.

Anche Tesla nell’ultimo trimestre ha annunciato un profitto, ma la casa americana, che si è data un obiettivo di circa 25.000 auto nell’ultimo trimestre dell’anno, spinge invece come noto sull’acceleratore della produzione. Imperativo è rinnovare la fabbrica di Fremont e completare la gigafactory di batterie del Nevada per arrivare a mezzo milione di auto prodotte nel 2018.

Quanto alla “medaglia di bronzo” i suoi modelli di maggior successo sono stati soprattutto ibride ricaricabili come la Qin e la Tang. BYD, in cui ha investito anche il magnate americano Warren Buffet, ha però inserito anche modelli a batteria nella propria gamma: a cominciare dalla e6. Da qualche tempo viene proposta assiduamente a società e cooperative di taxi, anche in Europa. Intanto la produzione è salita finora a 12.890, secondo gli ultimi dati disponibili.

La Qin ibrida quest’anno alla stessa data aveva superato di poco le 18.000 unità: in Cina la quota delle auto a batteria cresce sempre più velocemente di quella delle ibride. Ma è ancora la ibrida Tang, con oltre 26.000 vendute nel periodo gennaio-settembre, a fare il massimo dei volumi per BYD. È la terza auto con una presa elettrica più venduta al mondo, dopo la Tesla Model S e la Nissan Leaf. Entrambe superano quota 38.000 consegne.


Credito foto di apertura: BYD U.S.A. media website