Per guadagnare più soldi Tesla diventa più tedesca

Per far decollare la produzione di auto elettriche Elon Musk cambia politica ed acquisisce la Grohmann Engineering

Per essere una società che produce automobili, finora Tesla si era comportata in modo fuori dagli schemi. Sia nel prodotto, auto elettriche di una fascia premium che ha praticamente inventato da zero, sia nelle mosse societarie, spesso confinanti tra equilibrismo e avventatezza. Ma soprattutto nel bruciare i dollari degli investitori. Le ultime notizie però sembrano, sembrano, segnalare un cammino verso un percorso molto più simile a quello di una qualsiasi casa auto. E curiosamente o coincidenza, succede da quando Tesla ha guadagnato soldi (nel terzo trimestre).

A seguire altri due annunci. Il primo, tutto sommato poco sorprendente: i futuri proprietari di auto della casa di Palo Alto dovranno pagare il servizio di ricarica, quando useranno la rete di Supercharger veloci. Finora non era così, come noto. Ma i clienti attuali, anche quelli italiani a leggere i loro forum, non hanno mai dato per scontato che il privilegio fosse eterno. E avere le stazioni di ricarica meno affollate e più diffuse è una opzione che la maggior parte dei clienti Tesla sicuramente preferisce, specie pensando ai futuri numeri di produzione cui Tesla punta.

E riguarda proprio la produzione il secondo annuncio con cui la marca di Elon Musk ha colto tutti di sorpresa. Per la prima volta, invece che ostinatamente cercare di farsi tutto in casa, ha deciso una acquisizione importante. Come si legge nel blog della marca californiana, che da sempre sottolinea l’importanza della fabbrica stessa e delle sue qualità per raggiungere ampi volumi, quando si ha in mente l’obiettivo di arrivare a produrre 500.000 auto nel 2018 (dalle poco più di 80.000 attuali!) la produzione è al primo posto tra le priorità.

Con questo ben chiaro in mente è stato raggiunto un accordo per acquisire il controllo della Grohmann Engineering: una società di progettazione e di engineering tedesca dotata di competenze tanto vaste da spaziare dall’automotive al biomedicale. Ha sede a Prüm, nei monti dell’Eifel, non lontano dal circuito del Nürburgring. Sarà il pilastro della nuova società Tesla Grohmann Automation, incentrata sui processi di automazione e produzione.

Non è particolarmente sorprendente che Tesla si stia germanizzando. Tra i suoi partner ci sono già da tempo Eisenmann o Kuka, rispettivamente aziende di impiantistica e robotica (che peraltro sono fornitori di molti gruppi). Da pochi mesi il direttore della produzione è Peter Hochholdinger, che proviene da Audi dove ha partecipato alle fasi determinanti della creazione del nuovo impianto messicano del marchio dei quattro anelli. Un leader tedesco della produzione è probabile abbia spinto per avere, per la nuova e decisiva gigafactory, il controllo più diretto ed esclusivo possibile sui processi di automazione della manifattura, il che sarà un risultato certo ora grazie all’accordo col suo fondatore Klaus Grohmann.

I sistemi progettati e prodotti a Prüm dovranno correre verso un ampliamento forsennato per star dietro ai target di Tesla, e nel blog si è accennato ad un migliaio di nuovi tecnici ed ingegneri necessari per centrare gli obiettivi nei prossimi due anni. Il post sull’accordo accenna anche a questa acquisizione come determinante non solo per accelerare la produzione e la sua qualità, ma per tagliare le spese capitale richieste per ciascun veicolo prodotto. Proprio quello che ci si aspetterebbe di sentire da una casa auto tradizionale che si rispetti (e ancora una volta con l’accento sui conti).

Qualche curiosità la desta il fatto che ha Grohmann sia attiva in settori che non riguardano solo l’automazione della produzione ma anche le batterie e i sistemi fuel cell. Peraltro la fortissima intesa sbandierata con Panasonic non indurrebbe a pensare che ai tedeschi vengano affidati ruoli finora di competenza dei giapponesi. Non solo, ma accanto alla mega-factory del Nevada in costruzione, durante una conference call seguente all’annuncio lo stesso Elon Musk ha annunciato nuovi progetti.

La gigafactory 2 sarà in Europa e la sede sarà scelta entro il prossimo anno: una preda piuttosto interessante per qualsiasi economia e che ha già avuto segnali di interesse, oltre che dalla Germania, dall’Olanda (a Tilburg c’è già una sede Tesla), Regno Unito e Spagna. Nella sede europea saranno prodotti sia batterie che veicoli elettrici. Una intenzione che lascia intendere che Musk, dopo aver già messo le mani sul segmento premium negli Stati Uniti (dove ormai Tesla è la prima scelta tra le berline e sportive di lusso) voglia addirittura tentare di ripetere il colpo nel vecchio continente. Magari contando sul minor amore degli europei per SUV e pick-up.


Credito foto di apertura: Tesla media website