La differenza tra investire in Cina ed a Woking

Il controllo della gloriosa McLaren costerebbe $2 miliardi, il primo investimento nella sconosciuta cinese LeEco $1,08 miliardi

A distanza di 24 ore da una giornata monopolizzata dalle voci del possibile ingresso di Apple nella McLaren, rileggere con attenzione una notizia arrivata dalla Cina  permettere di collocare le cose in prospettiva. Il prezzo del controllo completo di una protagonista iconica, seppure di nicchia, dell’automobile come la marca basata a Woking è stato ipotizzato dal Financial Times in $2 miliardi. Una quota strategica ovviamente avrebbe un onere di molto inferiore. La società di tecnologia cinese LeSEE, che opera nei servizi internet e di streaming, per la propria divisione LeEco, che costruirà un’auto elettrica ma finora ha mostrato solo prototipi e rendering, ha da parte sua appena raccolto finanziamenti equivalenti ad $1,08 miliardi.

Società cinesi che includono i nomi Yingda Capital Management, China Minsheng Trust e Legend Holdings (che controlla il produttore di computer Lenovo Group) sono tra quelle che hanno partecipato al round di finanziamento. Il fondatore di LeSEE ed amministratore delegato di LeEco Jia Yueting ovviamente era raggiante per il successo del progetto, che è anche riuscito ad avere una nuova licenza di costruttore, qualcosa che il governo cinese ha iniziato a limitare vista l’inflazione di costruttori di veicoli verdi dalle doti dubbie. Ma certamente attirati dalla crescita del mercato dei veicoli elettrici in Cina, sostenuto dai sussidi. Il governo ha pagato tra 2009 e 2015 l’equivalente di quasi cinque miliardi dollari in contributi agli acquirenti di veicoli elettrici, poi passati ai produttori.

I sussidi finiranno nel 2020, sembra, ma nel frattempo la Cina è diventata il mercato numero uno al mondo per i veicoli elettrici e si presume che sia destinata a restarlo a lungo. Il che giustifica la frenetica attività di nuove startup dell’auto come LeEco, che sta strappando personale ad altre aziende cinesi come SAIC Motor e Guangqi Toyota Motor. In futuro però le ambiziose vetture del miliardario cinese potrebbero beneficiare anche delle quote che Jia Yueting si è premurato di comprare nella gloriosa Aston Martin e nella californiana (ma con capitali cinesi) Faraday Future: in particolari settori lo sviluppo potrebbe passare dall’una all’altra. Forse Apple farebbe davvero bene a rilevare una quota McLaren, prima che finiscano le licenze per le startup cinesi ed i miliardari asiatici inizino a posare gli occhi su altre prede.


 Credito foto di apertura: LeEco media website