Le auto-robot sono il sogno di Fantozzi, non il suo incubo

Ricordate che solo poche settimane fa un sondaggio svelava che gli italiani sarebbero sorprendentemente disposti a fare amicizia rapidamente con le auto a guida autonoma? Bene, la società di consulenza Alix Partners ne ha appena reso noto un altro che sostiene che tre quarti dei 1.517 americani interpellati sarebbero altrettanto favorevoli a lasciare il volante ad un robot: per la precisione il 73%. Secondo chi ha guidato la ricerca, Mark Wakefield, sale addirittura al 90% la fetta dei favorevoli a lasciare un’auto a guida autonoma il controllo occasionalmente, se si tratta della fantozziana tratta pendolare quotidiana.

Il mese scorso un sondaggio analogo aveva ottenuto risultati diversi, molto meno favorevoli ai robot a quattro ruote: una discrepanza che rende probabile che la formulazione delle domande poste abbia influenzato le risposte ricevute. Forse le domande poste da Alix Partners premevano sul collegamento tra guida autonoma e guida nei tragitti dei pendolari, i più esposti a noia e a routine. Ha detto infatti Wakefield qui all’agenzia Bloomberg: “La guida autonoma accresce la propria utilità economica per il pendolare e rende più facile la sua vita. Quando gli si descrive che cosa può fare, questo piace“.

Curiosamente le preferenze del pubblico ascoltato dalla società di consulenza sembrano mescolare inclinazioni verso vecchie consuetudini fiducia nel nuovo: se una stragrande maggioranza sottolinea infatti di non apprezzare l’ipotesi di un viaggio da passivo passeggero su un mezzo privo di pedali e volante (ovvero quello che per ora sembra la “firma” dell’approccio di Google all’auto autonoma), d’altro canto ben il 41% preferirebbe un’auto a guida autonoma realizzata dai grandi nomi della Silicon Valley piuttosto che da una casa giapponese (26%), americana (17%) o europea (solo il 7%). In ogni caso numeri su cui riflettere.


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