Secondo un sondaggio più scetticismo che invidia per Google cars & C.

L’Università del Michigan è strettamente collegata alla ricerca sull’automobile, non diversamente da quanto Stanford lo è per l’informatica. Perciò quando si scopre che il loro Transportation Research Institute conduce un sondaggio con il pubblico degli automobilisti e che date tre possibili scelte per le auto del futuro (tradizionali, parzialmente a guida autonoma e infine interamente self-driving) solo il 16% opti per l’ultima soluzione, solo il 39% per quelle parzialmente autonome e il 46% scelga le auto che non abbiano sistemi di guida autonoma, sul risultato ottenuto dai ricercatori Brandon Schoettle e Michael Sivak in qualche modo bisognerà riflettere.

Greg Gardner, che scrive di auto per il quotidiano della Motown per eccellenza, la Detroit Free Press, scriveva ieri che “i maniaci della tecnologia, i dirigenti delle case automobilistiche ed i giornalisti sono molto più entusiasti delle auto a guida autonoma del pubblico in generale“. Un sondaggio analogo condotto nel 2014 aveva ottenuto risultati molto simili: allora come oggi, le Google cars oppure le costose dotazioni che per ora si vedono solo sulle ammiraglie, per ora sembrano suscitare più scetticismo che invidia.

Al giornalista del Michigan, Schoettle ha detto: “Nel complesso l’opinione pubblica è rimasta ferma sulle sue opinioni in modo considerevole, nei due anni passati da quando il precedente sondaggio era stato condotto, malgrado la cresciuta copertura mediatica dedicata alle auto a guida autonoma. Questo pone davanti uno di quegli ostacoli che devono essere scavalcati perché questa tecnologia sia accettata dalla gente. La gente vuole ancora avere il controllo, ed ha paura di cederlo davvero, il controllo”.

Nel sondaggio c’è stata una maggiore apertura da parte dei giovani per le auto a guida autonoma parziale o totale, con la fascia di età tra i 30 ed i 44 anni che si è rivelata quella più disposta ad adottare la proposta della totale guida autonoma (22,2%) anche rispetto ai giovani tra i 18 ed i 29 anni (18.8%). La predisposizione ad adottare una tecnologia poco familiare probabilmente significa per le varie Google, Apple o le case automobilistiche entrate in campo, che è controproducente cercare di imporre una soluzione al pubblico. Non diversamente dallo scetticismo sul cambio automatico (o sui motori a gasolio, almeno fino allo scoppio del diesel-gate), il successo di un prodotto arriva quando si può toccare con mano l’efficacia e la comodità o convenienza di una soluzione.

Uno dei dettagli più interessanti del sondaggio è, ad esempio, che c’è una schiacciante maggioranza, il 94,5% di persone interpellate che non vogliono un’auto priva degli strumenti tradizionali con cui il guidatore esercita il proprio controllo, qualora fosse necessario, con le donne ancora più scettiche degli uomini: sterzo, pedale del gas e/o del freno. Decisamente l’autonomia parziale a molti pare più accettabile. Infatti appena il 17% del pubblico ha espresso preoccupazione per salire o guidare un’auto con dotazioni di marcia parzialmente autonoma. L’abitudine alla tencologia mobile sembra comunque farsi largo: il 38% ritiene utile per un veicolo parzialmente autonomo l’interfaccia touch-screen, mentre il 36% preferirebbe i comandi vocali.


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