‘Guarda Elon: senza mani!’

Se si pensa, come in certe barzellette, ad un tedesco e ad un americano si tenderebbe ad identificare nel secondo lo spirito indipendente, da cow-boy, e nel primo quello tutto ligio alle regole. Per quanto riguarda la guida pilotata, di recente le posizioni sembrano essersi invece capovolte, almeno per l’immaginario, visto che l’americana Tesla sottolinea senza remore che nelle sue vetture Model S e X con autopilota la responsabilità reale e legale della guida è dell’automobilista.

Audi in questi giorni sembra aver invece lanciato una frecciata proprio all’azienda di Elon Musk, che ha reagito molto negativamente ai selfie e ai video dei suoi clienti che si ritraevano seduti alla guida senza tenere le mani sul volante. Non tramite un’auto commercializzata, attraverso ma “Jack”, il più recente prototipo a guida pilotata della casa tedesca. Nella foto destinata alla stampa che vedete in apertura, il collaudatore saluta il fotografo con entrambe le mani fuori dal finestrino.

Non ci sono più i tedeschi di una volta, viene da chiedersi? Non proprio, in effetti. La vettura-laboratorio, al contrario, viene descritta nella nota ufficiale come “dotata di responsabilità sociale”. Sull’autostrada bavarese A9, che passa proprio in Franconia, incluso nelle città di Norimberga ed Ingolstadt, che le autorità tedesche hanno identificato come terreno ideale per la sperimentazione, l’interazione di “Jack” col traffico è basata sulla massima cooperazione e collaborazione.

 

Interior
Interior

Le situazioni complesse prestate dal traffico autostradale, come la gestione dei sorpassi dei mezzi pesanti, i cambi di corsia o il transito presso svincoli di entrata ed uscita, sono gestite con una sorta di codice deontologico informatico che Isaac Asimov (l’inventore delle tre leggi della robotica) approverebbe: secondo lo scrittore se una macchina è progettata bene, non può presentare alcun rischio, se ovviamente non era utilizzata impropriamente. Potremmo aggiungere che un’auto può essere progettata per guidare con il massimo della buona educazione.

L’automobilista perfetto è quello che non si perde alcuno dei fattori del traffico, a cominciare dai comportamenti degli altri guidatori di mezzi leggeri e pesanti. E si comporta come farebbe un guidatore molto esperto: quando supera autocarri lascia più spazio laterale, quando cambia corsia lo fa segnalando le proprie intenzioni e quando è vicino a svincoli con veicoli che entrano o escono dalla carreggiata adegua velocità e posizione alla situazione ed al profilo di guida del momento.

Sull’autostrada A9 si sta sviluppando anche la comunicazione permanente a due vie tra vettura ed infrastruttura, che Audi chiama Car-to-X. Oltre a segnalare la presenza di situazioni contingenti come incidenti e code l’interazione tra infrastruttura, come i pannelli segnaletici è determinante in un numero crescente di situazioni.

In Italia, per un’auto a guida pilotata, un tracciato autostradale come quello di Bologna che prevede una corsia di emergenza dinamica che si trasforma in corsia normale, richiederà costante scambio di informazioni tra rete e automobile se non si vuole rischiare di rallentare i flussi di traffico.

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