I piani che Polestar prepara per la sua prossima espansione

Avanza la fusione inversa a Wall Street che si dovrebbe concludere nella prima metà del 2022, per finanziare la crescita dai 14 mercati attuali e dagli 46 showroom disponibili nel 2021 a una presenza globale capillare

A fine settembre Polestar aveva espressamente confermato il suo progetto di diventare una società pubblicamente quotata attraverso una fusione inversa con la società-veicolo Gores Guggenheim, per sostenere le sue ambizioni di crescita. Venerdì 12 novembre ha depositato presso l’autorità di borsa SEC la documentazione per questo piano di aggregazione aziendale che dovrebbe concludersi nella prima metà del 2022.

Ieri la casa appartenente al gruppo cinese Geely che le costruisce e a Volvo Cars, con la Svezia che si fa sentire nel design e nella tecnologia (la casa ha anche un’antenna tecnologica nel Regno Unito) ha diffuso una nota ufficiale in cui Polestar rivela di avere tracciato un business plan con cui mira ad aumentare le sue vendite annuali a 290.000 veicoli entro la fine del 2025 e l’espansione sui mercati esistenti e in nuovi e il lancio di tre modelli al 100% elettrici.

Entro la fine del 2023 Polestar dovrebbe essere già presente in 30 mercati, attualmente sono 14. Nella prima metà del 2022, secondo il marchio nato come divisione di vetture ad alte prestaziono di Volvo Cars, toccherà a Spagna, Portogallo, Irlanda e Israele essere i primi nuovi mercati ad essere aggiunti.

Considerato che restano altri 26 paesi e mercati su cui entrare non sembra improbabile che ci sia anche spazio per l’Italia, dove peraltro è stata preceduta come ingresso da un altro marchio Geely caratterizzato alla base dal comune design svedese: Lynk&Co.

Polestar ha 86 punti vendita nei 14 mercati in cui è già presente rispetto ai 40 alla fine del 2020, con aggiunte recenti che includono l’espansione in sedi prestigiose come New York City e Boston negli Stati Uniti. Questo ritmo dovrebbe essere mantenuto: entro fine 2022 sono infatti già previste 25 nuove sedi negli Stati Uniti.

“Abbiamo guidato un’enorme crescita dall’inizio dell’attività su vasta scala nel 2020, sostenuta dall’espansione del mercato organico, dal forte interesse per i nostri pluripremiati modelli Polestar e dai vantaggi derivanti dai venti favorevoli della vendita al dettaglio post-pandemia”, ha affermato nella nota Thomas Ingenlath, l’amministratore delegato di Polestar. “Non vediamo l’ora di accelerare ulteriormente la crescita espandendo la nostra presenza globale e continuando a innovare il nostro portafoglio di prodotti”.

Sull’ulteriore sviluppo del portafoglio prodotti, la casa aveva recentemente confermato alcuni dettagli sui modelli in arrivo. Già noto è il SUV elettrico Polestar 3 , che sarà costruito nel sud degli Stati Uniti insieme alla Volvo XC90 elettrica. Questo veicolo è previsto nel 2022 e dovrebbe avere un obiettivo di autonomia massima di oltre 600 chilometri. In termini di prezzo, la Polestar 3 dovrebbe situarsi a un livello non distante da quello di una Porsche Cayenne.

Questi dettagli provengono dalla stessa Polestar e sono stati rivelati a margine della presentazione stampa internazionale che riguardava le prime impressioni di guida della Polestar 2 Single Motor. Il SUV Polestar 3 sarà seguito nel 2023 da un altro SUV elettrico, mentre Polestar 4 è stato definito dal management come Premium Sport SUV.

Anche per questo il range massimo raggiungibile dovrebbe arrivare a oltre 600 chilometri, e in termini di prezzo e presumibilmente dimensioni un avversario plausibile sarà la Porsche Macan, che a sua volta riceverà una versione al 100% elettrica nel 2022.

Per rimanere in tema di confronto con Porsche: un modello paragonabile alla Panamera sarà lanciato nel 2024. La Polestar 5 è descritta come una Luxury Sport GT 4 porte. Con la Polestar Precept, star mancata del Salone Auto di Ginevra 2020 chiuso per la prima ondata della pandemia a poche ore dalla giornata stampa, il marchio svedese-cinese aveva già mostrato uno studio simile a una berlina, ma non si sa ancora quanto di quella concept car ritroveremo inclusa nella Polestar 5.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Polestar