Factorial presenta nuova cella «solid state» da 40 Ah

La startup del Massachusetts finora non sorprende tanto per i numeri della sua cella, ma per i nomi dei personaggi che la stanno accompagnando allo scoperto nel settore delle batterie

Factorial Energy, una startup con sede a Woburn, Massachusetts, è spuntata improvvisamente sui radar globali del settore delle batterie affidando una nota ufficiale a un circuito di distribuzione di comunicati stampa e rivolgendosi contemporaneamente all’agenzia Bloomberg per metterla al corrente della propria esistenza e delle proprie ambizioni.

Ambizioni che non sono piccole: Factorial sostiene di aver realizzato una cella da 40 Ah con elettroliti allo stato solido in grado di migliorare l’autonomia di marcia di grandezze tra il 20 e il 50%, secondo ovviamente dimensioni e caratteristiche del veicolo, il tutto senza pregiudicare la vita utile delle batterie. Al contrario di rivali del settore solid state come la celebre QuantumScape o SES, non ha però finora fornito alcun dato o cifra o grafico sulle caratteristiche della cella.

Invece ha reso pubblico che le sue batterie si basano su FEST, Factorial Electrolye Technology, studiato e sviluppato per sostituire gli elettroliti liquidi con elettroliti allo stato solido in grado di prevenire la formazione di dendriti su anodi realizzati in litio metallico in luogo di quelli comuni attualmente, in grafite.

La co-fondatrice di Factorial Siyu Huang ha dichiarato a Bloomberg che l’attuale densità di energia gravimetrica raggiunta dalla cella è di 350 Wh/kg e quella volumetrica di 770 Wh/litro. In effetti non è moltissimo rispetto a quanto sia raggiungibile dall’attuale tecnologia litio-ione con anodi in grafite, ma la Huang ha dichiarato che l’obiettivo è raggiungere presto 400 Wh/kg e 1.000 Wh/litro. Seppure non si tratti di valori straordinari per le capacità teoriche del litio metallico, sarebbero molto più in linea coi miglioramenti attesi dal potenziale di celle solid state.

All’agenzia americana, Factorial ha anche rivelato che attualmente la sua cella arriva a 460 cicli di carica e scarica prima di scendere sotto all’80% della capacità, che rappresenta un traguardo migliore di quello della rivale Solid Power (arrivata a 250 cicli), ma inferiore a quello di QuantumScape. L’azienda diretta da Jagdeep Singh e Tim Holme in effetti ha raggiunto già gli 800 cicli per l’80% di capacità.

Insomma, l’arrivo inatteso di Factorial sembra fatto apposta per ricordarci che anche il panorama della ricerca alternativa sul litio metallico è variegata rispetto al mainstream litio-ione e che ci si possono attendere sorprese continue. Forse per questo la Huang e il co-fondatore Alex Yu hanno attirato nel board e in ruoli esecutivi personaggi con background di peso nell’automotive come l’ex-Ford Mark Fields e l’ex-Daimler Dieter Zetsche e nelle batterie come è il caso dell’ex-Panasonic Joe Taylor, che a suo tempo aveva partecipato al consolidarsi della collaborazione tra il gruppo giapponese e Tesla che ha portato al progetto della prima Gigafactory in Nevada.

Credito foto di apertura: profilo LinkedIn Factorial Energy