Ecco dove finirà la batteria della vostra Renault elettrica

Un progetto ad ampio respiro con dieci partner europei spinge per lo stoccaggio commerciale e residenziale

Nel 2015 è stato lanciato ELSA (Energy Local Storage Advanced system) consorzio con dieci partner e co-finanziato dalla Commissione Europea. Coordinato da Bouygues Énergies & Services, il progetto è nato con l’obiettivo di sviluppare (ed a seguire commercializzare) sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica a partire dalle batterie agli ioni di litio usate in precedenza su auto. Questo spiega il coinvolgimento di Renault, partner del consorzio così come Nissan.

Sei siti nel Regno Unito, in Francia, Germania, Italia e Spagna, sono stati dotati di differenti configurazioni di stoccaggio per coprire una vasta gamma di applicazioni corrispondenti ai requisiti del terziario, del residenziale, ma anche di siti industriali. Alla fine del mese scorso è stata organizzata una conferenza di medio termine in cui valutarne i progressi ed è anche stato possibile visitare un sito pilota: la sede di Bouygues Énergies & Services della foto di apertura.

L’idea di dare una seconda vita alle batterie delle auto non è nuova. La municipalità di Amburgo e BMW, insieme a Bosch e Vattenfels, da pochi mesi hanno aperto un sito analogo che si serve di 2.600 moduli recuperati da batterie auto. Sul settore dello stoccaggio stanno accelerando in particolare (tra i gruppi legati all’automotive) Tesla Motors e Daimler. Entrambe però partono da installazioni di celle al primo ciclo di vita.

Diversa la scelta del consorzio ELSA. Poiché l’energia immagazzinata ha molte possibili destinazioni come reti di distribuzione elettrica, edifici ad uso ufficio e colonnine di ricarica, ha coinvolto partner di cinque nazioni dal background anche significativamente distante, dai politecnici alle utilities, alle case auto. E si è orientata sulle batterie usate (nel caso di quelle auto quando arrivano al 75% circa della capacità originaria) per avere un margine di competitività per l’iniziativa, quando passerà alla commercializzazione.

Per Renault (o altre case auto) i €1.000 di spese di riciclaggio della batteria potrebbero trasformarsi in incassi, da un lato favorendo il prezzo dei veicoli elettrici nuovi e dall’altro agevolando la diffusione dello stoccaggio di energia residenziale e commerciale, lavorando per rendere meno problematici i picchi di produzione per utenti e per fornitori di energia.

L‘italiana Engineering, una delle due nostre società coinvolte, nota per essere particolarmente ferrata nell’ingegneria informatica orientata alla gestione ed integrazione delle reti energetiche, alla conferenza ha presentato i piloti del progetto e i casi di business per il futuro utilizzo delle tecnologie risultanti da ELSA. ASM Terni, piccola utility del centro Italia, ha invece messo alla prova sul campo nelle sue reti il progetto. Sta valutando nel proprio eco-sistema di servizi le soluzioni proposte per i sistemi di stoccaggio di piccola e media taglia.


Credito foto di apertura: Bouygues media website