Gli autobus elettrici vedono rosa, specie a Oriente

Un nuovo studio della società Navigant Research vede prospettive brillanti per gli autobus verdi, soprattutto in Cina

La società di consulenza americana Navigant Research ha completato uno studio in cui traccia una previsione ad ampio raggio sulla diffusione delle nuove tecnologie di propulsione nei mezzi di trasporto pubblico su gomma. Secondo Medium and Heavy Duty Buses with Hybrid, Plug-In Hybrid, Battery Electric, and Fuel Cell Powertrains: Global Market Analysis and Forecasts nel 2026, ultimo anno del periodo preso in esame dallo studio, il numero di autobus a batteria in circolazione sarà di 181.055, rispetto ai 119.141 previsti per l’anno in corso.

Navigant Research prevede una crescita iniziale della motorizzazione ibrida, mentre i veicoli dotati di sistemi fuel cell cominceranno ad avere numeri globali di vendite visibili nei grafici solo a metà della prossima decade, nonostante le caratteristiche dei mezzi commerciali e di trasporto pubblico siano più adatte ad ammortizzare il maggior costo iniziale dei mezzi rispetto alle autovetture alimentate ad idrogeno e per alcuni anni ancora possano contare su un vantaggio consistente di peso rispetto alle batterie come ricordava giorni fa un ingegnere Toyota a colloquio con Autoblog.com. Gli autobus ibridi plug-in potrebbero avere un breve momento di gloria per poi iniziare a dare spazio ad altre forme di propulsione.

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Vendite autobus mercato globale per tipo di propulsione: 2016-2026 (HEV=ibridi convenzionali; BEV=a batteria; PHEV=ibridi ricaricabili; FCV=fuel cell (Fonte: Navigant Research)

Le cifre indicate sembrerebbero suggerire che questo decennio possa essere sufficiente a rendere gli autobus a batteria i protagonisti assoluti del trasporto pubblico su gomma. In una recente intervista al periodico specializzato Charged, Ryan Popple (amministratore delegato della nuova società produttrice di autobus elettrici Proterra) e Daan Nap (numero uno americano della svizzera ABB, all’avanguardia nel settore del trasporto pubblico green) erano concordi nell’indicare come fondamentale la capacità dei protagonisti del settore di creare un effetto a cascata per velocizzare l’adozione di autobus a zero emissioni. Ma probabilmente almeno il prossimo lustro sarà ancora ricco di esempi di agenzie di trasporti che effettueranno periodi di test e prove prima di passare all’adozione su grande scala.

Questo potrebbe non essere una notizia incoraggiante per le aziende americane ed europee interessate perché, come la previsione di Navigant Research conferma, i tassi di crescita che puntano alle quote di mercato più rilevanti sono quelli previsti in Asia, dove da tempo sono attivi colossi del settore come BYD e che avranno quindi un vantaggio a livello di scala. Le clamorose impennate dei tassi di crescita delle vendite di auto elettriche visti in Cina, dove le politiche governative spingono per contenere gli effetti devastanti dell’inquinamento, diventeranno anche più estreme nel settore del trasporto pubblico. Nel 2015, il governo cinese ha abolito gli incentivi alle vendite degli autobus ibridi convenzionali spostandoli su quelli a batteria e ibridi plug-in, con effetti immediati.


Credito foto di apertura: Proterra media website